TAIWAN. Armi francesi per Taipei. Pechino protesta

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La Cina ha chiesto alla Francia di annullare un contratto di armamento con Taiwan, avvertendo che l’accordo con Taipei potrebbe danneggiare le relazioni diplomatiche tra Pechino e Parigi.

«Siamo contrari alla vendita di armi straniere a Taiwan o agli scambi militari e di sicurezza con l’isola, e questa posizione è coerente e chiara», ha fatto sapere il ministero degli Esteri cinese.

La Cina, riporta Scmp, ha espresso le sue gravi preoccupazioni alla Francia: «Esortiamo ancora una volta la Francia a rispettare il principio dell’unica Cina, a cancellare il suo piano di vendere armi a Taiwan e a evitare di danneggiare le relazioni sino-francesi».

Il principio dell’unicità della Cina è una politica sostenuta da Pechino che afferma che esiste un solo Stato sovrano sotto il nome di Cina e che sia la Cina continentale che Taiwan, il cui nome ufficiale è Repubblica Cinese, appartengono ad un solo Paese. 

Su queste basi, la Cina ha chiesto alla Francia di annullare un contratto di fornitura di armi con Taiwan, Pechino ha anche protestato per le relazioni militari tra Taiwan e le altre nazioni.

La Francia ha venduto già sei fregate a Taiwan per 2,8 miliardi di dollari nel 1991, causando il congelamento delle relazioni diplomatiche tra Parigi e Pechino.

Dall’elezione nel 2016 di Tsai Ing-wen, del Partito Democratico Progressivo Indipendente, come presidente taiwanese, Pechino ha cercato di fare pressioni su Taiwan bloccando gli scambi ufficiali con l’isola, organizzando una serie di esercitazioni militari intorno ad essa e “braccando” sette dei suoi alleati diplomatici.

Pechino considera l’isola di Taiwan come una provincia separata in attesa della riunificazione, se necessario con la forza, anche se i due sono oramai governati separatamente da più di sette decenni. 

Taiwan ha recentemente ribadito la sua prontezza politico-militare ad una eventuale invasione cinese che sente come minaccia concreta e tangibile. 

Tommaso dal Passo