TAIWAN. Armi drone per la sicurezza anti-invasione

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Taiwan sta utilizzando sistemi di difesa in remoto per sostituire le truppe presenti sugli isolotti nello stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Si tratta di cannoni automatici e telecamere a circuito chiuso riporta Asia Times.

Il ministero della Difesa di Taiwan ha detto che questa importante iniziativa potrebbe avere come conseguenza il ritiro delle guarnigioni dalle isole periferiche nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale, per fare posto, quindi, a sistemi avanzati di sorveglianza remota e di difesa.

I giornali taiwanesi hanno citato fonti della Difesa, affermando che la maggior parte delle truppe di stanza su isolotti e atolli periferici, nonché nelle zone cuscinetto di difesa alla periferia di Taipei e di altre grandi città, sarebbero state riassegnate altrove. La maggior parte delle truppe verrebbe spostata in basi più importanti, per gestire la difesa aerea e di superficie che necessita di rinforzi e fortificazioni.

Il Taipei Times ha riferito che la decisione di automatizzare ulteriormente la sorveglianza sugli isolotti e il controllo delle frontiere secondarie è stata la soluzione scelta dal Ministero per far fronte alla una crisi di arruolamento derivante dallo scarso livello delle nascite e dall’esodo dei giovani.

In agosto, il Ministero ha stanziato un budget di 725 milioni di dollari taiwanesi per l’acquisto di sei sistemi di difesa automatizzati a corto raggio e due sistemi di gestione congiunta delle forze, nonché per la riconversione e la costruzione di bunker sugli isolotti remoti.

Le acquisizioni aiuterebbero a mantenere la potenza di fuoco di precisione a lungo raggio e permetterebbero ai militari di affrontare il nemico con una limitata mobilitazione di truppe in mare, secondo le fonti.

Il nuovo sistema ha due varianti: una per l’esercito e l’altra per la marina, l’arma principale è un cannone automatico modellato sul M39, un cannone rotante a canna singola del calibro di 20 mm. Le torrette possono essere controllate a distanza dall’interno di un bunker, rendendo il loro funzionamento significativamente meno pericoloso per i soldati.

Il sistema è dotato di un meccanismo di sparo concentrato, che consente a una sola persona di prendere il comando di più sistemi contemporaneamente e di puntare lo sbarramento principale verso i bersagli. Anche se il sistema non utilizza nuove tecnologie, è a basso costo e impiega la tecnologia elettro-ottica, area di competenza di Taiwan.

Tommaso dal Passo