Black list per il Sud Sudan

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STATI UNITI D’AMERICA – New York 27/06/2015. Gli Stati Uniti hanno proposto che sei comandanti di milizie del Sud Sudan siano inseriti per primi nella lista nera dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per aver minacciato la pace e la stabilità in quello stato.

Il Comitato Onu per le sanzioni controlli Sud Sudan è composto da 15 membri, che operano per consenso, quindi senza obiezioni entro il primo luglio, verrà loro imposto il divieto di espatrio e il congelamento dei beni. Gran Bretagna e Francia hanno appoggiato la proposta. Gli obiettivi da aperte di governativi sono, riporta la Reuters: il generale Marial Chanuong Yol Mangok, comandante della guardia del presidente Salva Kiir; il generale Gabriel Jok Riak; e il generale Santino Deng Wol. Tra i ribelli, troviamo: il generale Simon Gatwech Dual, capo di stato maggiore generale dell’opposizione; il generale James Koang Chuol, comandante delle forze speciali e il generale Peter Gadet, il vice capo di stato maggiore delle operazioni. Il Sud Sudan vive una guerra civile, dal dicembre 2013, quando una crisi politica ha scatenato scontri tra le forze fedeli a Kiir e i ribelli alleati con il suo ex vice Riek Machar. Il conflitto ha riaperto antiche linee di frattura etniche tra i Dinka di Kiir e i Nuer di Machar. Il Consiglio di sicurezza ha da tempo minacciato di creare una lista nera, ma Kiir aveva detto a marzo che la minaccia di sanzioni internazionali non gli avrebbe impedito di fare rappresaglie contro il rivale. Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno già imposto sanzioni su alcuni dei comandanti rivali. Gli Stati Uniti hanno appoggiato Kiir fino al 2013; Washington sperava di poter creare una realtà stabile, produttrice di petrolio, uno stato a maggioranza cristiano alleato dell’Occidente in contrasto con il vicino e musulmano Sudan, che è ostile a Washington.