Segno meno per il manifatturiero sudcoreano

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COREA DEL SUD – Seul 29/01/2016. Le prime due società sudcoreane, Samsung Electronics e Hyundai Motor, hanno registrato un calo dei loro profitti netti nello scorso anno, schiacciati dalla caduta della domanda nei principali mercati esteri e dalla crescente concorrenza dei prodotti a basso costo.

Samsung Electronics e Hyundai Motor, riporta The Korea Herald il 29 gennaio, hanno annunciato un calo dell’utile netto rispettivamente del 19 e del 14,9 per cento. La caduta di Samsung nel 2015 è stata attribuita a un tonfo nei profitti della sua branca “mobile phones”, colpito dalla concorrenza cinese. Nonostante un record di vendite elevato, 4,96 milioni di unità nel 2015, l’utile netto di Hyundai Motor è caduto a causa dell’indebolimento delle valute sui mercati emergenti e da una intensificata concorrenza. Altre grandi imprese manifatturiere, tra cui quelle dell’acciaio, la navale hanno anche registrato un calo dei profitti netti. Posco, produttore di acciaio, ha registrato per la prima volta una perdita netta di 79,4 milioni dollari nel 2015, a causa di eccesso di offerta a basso costo di prodotti siderurgici cinesi, di una domanda globale debole e di movimenti negativi di valuta. La fiducia dei produttori della Corea del Sud è calata secondo recenti sondaggi condotti nel settore. Una serie di esperti nazionali e stranieri sono stati invitati in Corea per creare innovazione nelle imprese manifatturiere in modo da continuare a essere il motore della crescita economica, promuovendo al contempo il settore dei servizi. Ad esempio, l’italiano Marco Annunziata, capo economista di General Electric, ha detto in un seminario, tenutosi a Seul: «La Corea deve affrontare tre sfide principali: la forte concorrenza della Cina e di altri paesi, la produttività lenta nel settore dei servizi, e un rapido invecchiamento della popolazione (…) La Corea ha una solida infrastruttura così come una tecnologia digitale avanzata e un talento eccellente. Se la Corea abbracciasse l’innovazione delle industrie del futuro, questo fatto costituirebbe un cambio di passo».

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