SUDAN. Riprendono i colloqui

41

I gruppi militari e di opposizione del Sudan hanno accettato di riprendere i colloqui sulla formazione di un consiglio di transizione, ha detto un inviato etiope, mentre l’alleanza dei gruppi di opposizione ha sospeso la sua campagna di disobbedienza civile e di scioperi. Il Consiglio militare di transizione del Sudan ha accettato di rilasciare i prigionieri politici come misura di rafforzamento della fiducia, ha detto l’inviato speciale Mahmoud Dirir a Khartoum, riporta Reuters.

I passi sembravano mostrare un ammorbidimento delle posizioni dopo il crollo dei colloqui a seguito della violenta dispersione di un sit-in di protesta il 3 giugno. La repressione, in cui decine di persone sono state uccise, ha segnato una battuta d’arresto per una transizione verso elezioni democratiche a seguito del rovesciamento di Omar al-Bashir lo scorso aprile.

L’alleanza Declaration of Freedom and Change Forces, Dfcf, ha iniziato uno sciopero che ha bloccato Khartoum. L’Alleanza ha dichiarato che avrebbe sospeso lo sciopero fino a nuovo avviso, anche se ha incoraggiato le persone a rimanere mobilitate.

Il leader dell’opposizione Khaled Omar ha comunque detto che la sospensione della campagna «non è legata ad alcuno sviluppo politico specifico». Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva invitato tutte le parti «a continuare a lavorare per una soluzione consensuale della crisi attuale».

Dopo la cacciata e l’arresto militare di Bashir l’11 aprile, dopo mesi di proteste, i colloqui si sono bloccati su chi avrebbe controllato il consiglio per supervisionare la transizione triennale verso le elezioni. Il primo Ministro etiope Abiy Ahmed si era recato in Sudan per mediare quando i colloqui si erano interrotti.

Fonti dell’opposizione hanno detto che Abiy ha proposto un consiglio di transizione di 15 membri, composto da otto civili e sette ufficiali militari con una presidenza a rotazione.

Il Dfcf ha detto che il gruppo ha deciso di nominare otto membri del consiglio e nominare Abdullah Hamdouk, un ex segretario esecutivo della Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite, come primo Ministro. L’esplosione di violenza in Sudan ha suscitato la preoccupazione delle potenze mondiali, compresi gli Stati Uniti e inoltre, l’Unione africana ha sospeso l’adesione del Sudan.

Antonio Albanese