SUDAN. Khartum continua combattere in Yemen

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La giunta militare sudanese ha confermato che le truppe sudanesi che partecipano alla guerra saudita contro lo Yemen continueranno a combattere per conto dell’Arabia Saudita, nonostante il colpo di stato che ha parzialmente cambiato la struttura di potere nel paese africano.

«Ci atterremo al nostro impegno con l’alleanza araba e le nostre truppe rimarranno fino a quando l’alleanza non raggiungerà i suoi obiettivi», ha detto Mohammad Hamdan Daglo, il numero due del consiglio militare che ha preso il potere in Sudan dopo la cacciata di Omar al-Bashir, riporta l’agenzia di stampa ufficiale del Sudan, Suna.

L’Arabia Saudita e alcuni dei suoi alleati regionali hanno lanciato una guerra contro lo Yemen nel marzo 2015 con l’obiettivo di riportare al potere il governo dell’ex presidente yemenita e di cacciare il movimento Houthi Ansarullah, gruppo popolare che ha preso il controllo dopo che il presidente si è dimesso e ha lasciato il paese, riporta Albawaba. Nonostante avesse l’obiettivo di raggiungere i suoi obiettivi nel giro di settimane, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita continua ad essere impantanata oltre quattro anni dopo.

La guerra ha ucciso decine di migliaia di persone nello Yemen e ha spinto il paese già in crisi sull’orlo della carestia. Il Sudan è stato membro della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. L’estromissione militare di Bashir la scorsa settimana ha sollevato l’ipotesi che il Sudan potesse smettere di contribuire alla guerra; lo stesso Bashir aveva dovuto affrontare gli appelli a ritirarsi dalla coalizione per l’aumento delle vittime sudanesi. La dichiarazione sulla continuazione della politica, fatta il 15 aprile è arrivata poco dopo che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso sostegno alla giunta sudanese, il Transitional Military Council, Tmc. Riyadh aveva anche annunciato un “pacchetto di aiuti umanitari” al Sudan.

Bashir è stato estromesso dall’esercito sudanese dopo cinque mesi di proteste sulle sue politiche. Ma i manifestanti sudanesi non hanno smesso di scendere in piazza. I rappresentanti dell’Associazione Sudanese dei Professionisti, Spa, che ha guidato le proteste contro Bashir, hanno sollecitato lo scioglimento del consiglio militare e la formazione di un nuovo consiglio direttivo civile ad interim.

Nel frattempo, l’Unione Africana ha minacciato di sospendere l’adesione del Sudan, a meno che il consiglio militare non consegni il potere ad un organo di governo civile entro 15 giorni.

Graziella Giangiulio