In Sudan bagliori guerra

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SUDAN – Khartum 17/12/2013. Agli inizi di dicembre, il governo sudanese ha lanciato una nuova campagna militare contro il Fronte sudanese rivoluzionario, attivo nelle regioni del Kordofan meridionale, Nilo Azzurro e del Darfur.

Khartum cerca di indebolire i ribelli, tenerli lontano da città e aree importanti e costringerli a firmare un accordo di pace. I preparativi per la campagna militare, denominata “Estate decisiva” sono iniziati con la mobilitazione sia dei militari che dei volontari delle Forze di Difesa Popolare.

Prima che la campagna fosse lanciata, il presidente Omar al-Bashir aveva annunciato che il 2014 «assisterà alla fine di tutti i conflitti e le insurrezioni tribali ed etniche», con l’obiettivo di avere un 2015 scevro dai conflitti e in cui si sarebbero tenute le elezioni presidenziali e parlamentari.

Se in Darfur  la guerra dura da 10 anni in Darfur quella nel Nilo Blu e nel Sud Kordofan sono al terzo anno.

In un recente rapporto presentato al parlamento, il ministero della Difesa del Sudan ha detto che in Darfur ci sono attività da parte delle due fazioni del Movimento di liberazione del Sudan, guidate da Abdul Wahid Mohammed al – Nur e Minni Arko Minnawi, la cui fazione stava assumendo il ruolo principale nel minare la sicurezza del Darfur.

Il rapporto militare ha rivelato che le forze Fronte Rivoluzionario, che comprendono i tre principali gruppi ribelli del Darfur e Movimento di Liberazione del popolo sudanese-Nord (Splm-N), schierato nel Sud Kordofan, consiste di 1.000 ribelli del Darfur con più di 130 veicoli e stima che il Splm-N abbia 8.000 combattenti suddivisi in 18 battaglioni.

I ribelli del Fronte Rivoluzionario hanno resistito alle operazioni tra il sud e l’ovest del Kordofan allontanandoli dai giacimenti di petrolio. Le forze governative si stanno concentrando sulla necessità di arrestare l’espansione dei ribelli a nord, impedendo loro di spostare la guerra nel nord della regione impedendogli di riprendere le posizione che avevano nel giugno 2011.

In preparazione a questa nuova  campagna militare, Khartoum è riuscito a stringere una serie di alleanze e accordi militari con l’Etiopia, il Ciad, la Libia, la Repubblica Centro-africana e il Sud Sudan. Khartum ha anche siglato intese con l’Uganda.

D’altra parte, i leader del Fronte Rivoluzionario hanno lanciato una campagna diplomatica, sperando di guadagnare il sostegno occidentale di paesi come Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Finlandia per migliorare l’immagine dell’alleanza accusata di numerosi crimini. 

I paesi occidentali sono convinti che il modo più rapido per porre fine alla crisi in Sudan sia una soluzione politica globale che segni l’inizio di una nuova fase nel paese evitando che diventi un prolungamento del caos in Libia.