SUDAN. Bashir perde la pazienza con Trump

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Il presidente del Sudan Omar al-Bashir (nella foto) sta congelando tutti i negoziati con gli Stati Uniti dopo il rinvio di Donald Trump sulla eliminazione definitiva delle sanzioni economiche contro il Sudan.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale Suna: «Il presidente della repubblica Omar al-Bashir ha emesso un decreto presidenziale che prevede la sospensione della commissione che stava negoziando con gli Stati Uniti» per l’abolizione delle sanzioni. Il predecessore del Presidente, Trump, Barack Obama, aveva firmato un ordine esecutivo prima di lasciare l’ufficio a gennaio che aveva temporaneamente revocato alcune sanzioni sulla nazione dell’Africa centrale per sei mesi. Trump avrebbe dovuto decidere di rendere permanente la decisione; ma, invece, ha firmato un nuovo ordine che estende il periodo temporaneo fino al 12 ottobre.

«L’Amministrazione riconosce che il Sudan ha compiuto progressi significativi in questi settori negli ultimi sei mesi (…) ma ha deciso che avrebbe bisogno di più tempo per rivedere le azioni del Sudan», si legge in un comunicato ripreso da VoA.

Durante la revisione, i funzionari statunitensi sono autorizzati a rivedere le importazioni e le esportazioni del Sudan e ad impegnarsi in operazioni relative alla proprietà governativa in Sudan.

Le sanzioni furono imposte per la prima volta nel 1997 dopo che il Sudan, per gli Usa, fu ritenuto uno sponsor del terrorismo perché aveva permesso al leader di al-Qaida Osama bin Laden di vivere a Khartoum. A questo si sono aggiunte le denunce di violazioni violazioni dei diritti umani da parte delle forze governative sulle minoranze etniche nel Darfur. Obama aveva imposto una serie di punti che il Sudan avrebbe dovuto centrare in cambio della definitiva soppressione delle sanzioni, compresa la risoluzione del conflitto nel Darfur, migliorando l’accesso agli operatori umanitari in aree di conflitto e cooperando con gli Stati Uniti sul terrorismo.

Anche se le sanzioni venissero definitivamente rimosse, il Sudan sarebbe stato ancora designato come sponsor del terrorismo e sarebbero rimaste le altre sanzioni sul presidente Omar al-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale a causa del genocidio legati al conflitto del Darfur.

Maddalena Ingrao