SUDAN. Bashir condannato

44

Un tribunale sudanese ha condannato il 14 dicembre l’ex presidente sudanese Omar al-Bashir con l’accusa di corruzione e possesso illecito di valuta estera e lo ha condannato a due anni di detenzione in un centro di rieducazione.

Il presidente del tribunale ha dichiarato che Bashir, 75 anni, che è stato espulso ad aprile dopo mesi di proteste di piazza contro il suo potere durato ben tre decenni, è stato inviato ad un centro di rieducazione, piuttosto che in una prigione, a causa della sua età.

Il tribunale ha inoltre ordinato la confisca di milioni di euro e di sterline sudanesi trovati nella residenza di Bashir quando è stato rovesciato, riporta Al Arabya.

Bashir è anche ricercato dalla Corte penale internazionale, che nel 2009 e nel 2010 ha emesso mandati d’arresto contro di lui per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio nella regione sudanese del Darfur.

Vestito con i tradizionali abiti bianchi e un turbante, Bashir ha osservato in silenzio dall’interno della gabbia di metallo riservata agli imputati mentre il giudice leggeva il verdetto. Diverse altre cause giudiziarie sono state avviate in Sudan contro l’ex presidente.

In maggio è stato accusato di istigazione e coinvolgimento nell’uccisione dei manifestanti, e la scorsa settimana è stato convocato per veder messo in discussione il suo ruolo nel colpo di stato militare del 1989 che lo ha portato al potere.

Durante la lettura della condanna, i suoi sostenitori hanno iniziato a gridare che il processo era “politico”; hanno continuato la loro protesta fuori dal tribunale. In seguito uno degli avvocati del leader spodestato, Ahmed Ibrahim, ha detto che si sarebbero appellati contro il verdetto. Mohamed al-Hassan, altro avvocato di Bashir, ha detto in precedenza che la difesa non considerava il processo legale, ma “politico”, riporta Bbc.

Non è chiaro se Bashir sarà processato in Sudan per le diffuse violazioni dei diritti umani durante il suo periodo di potere, comprese le accuse di crimini di guerra nel Darfur.

Maddalena Ingrao