Pechino finanzia l’aeroporto di Khartoum

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SUDAN – Khartoum 11/7/13. Il governo sudanese ha firmato l’8 luglio un contratto di 700 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale nella capitale sudanese di Khartoum, andando ad occupare una superficie di 103 milioni di metri quadrati.

Il progetto, finanziato attraverso un prestito preferenziale dalla Cina, potrà ospitare 80 aerei commerciali ogni ora (compresi Boeing S77 e Airbus 680) e gestire 6,8 milioni di passeggeri all’anno. La Cina ha aspettato a concedere il prestito fino a quando il Sudan non ha acconsentito che le esportazioni di petrolio del Sud Sudan transitino attraverso Port Sudan.

Il ministro delle finanze sudanese Ali Mahmoud Abd al-Rasool, firmatario dell’accordo, ha detto che l’aeroporto data la sua posizione geografica, avrà un impatto positivo nell’economia del Sudan, poiché potrebbe rivitalizzare il commercio estero del Sudan.

Al-Rasool ha detto che l’offerta cinese era di gran lunga la più competitiva rispetto alle offerte precedenti: il finanziamento per il progetto sarà fornito dalla Export-Import Bank of China (Eibc) mentre l’impresa che costruirà la struttura sarà la China Harbour Engineering Company (Chec).

Il progetto rappresenta, per al-Rasool, una pietra miliare nella storia delle relazioni tra le due nazioni.

L’ambasciatore cinese a Khartoum, Luo Xiaoguang, da parte sua, ha detto che la Cina riconosce il ruolo fondamentale del nuovo aeroporto nello sviluppo economico e sociale del Sudan.

Xiaoguang ha sottolineato che la Cina continuerà a sostenere il Sudan in tutte le circostanze, promettendo di aiutare le aziende cinesi coinvolte in progetti strategici nel Paese, coadiuvandole in modo rapido e corretto.

Secondo il direttore della società aeroporti sudanese, Mohamed Abdel-Aziz, i lavori del nuovo aeroporto inizieranno entro la fine del 2013, aggiungendo che l’accordo prevede che il 20% delle imprese esecutrici devono essere sudanesi.

L’aeroporto,  a 40 chilometri a sud dalla capitale, comprenderà anche un albergo internazionale con 300 camere doppie, un centro congressi, centro d’affari e un centro commerciale di 8000 metri quadrati.

L’accordo con il Sudan arriva in un momento in cui le compagnie aeree stanno tagliando voli a causa delle restrizioni valutarie nel Paese. A marzo 2013, la KLM, parte di KLM-Air France, ha bloccato i voli verso il Sudan, poiché è un paese sottoposto a sanzioni dagli Usa.