SUDAFRICA. Xi cementa la presenza di Pechino nei paesi africani significativi

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Si fanno più forti i legami tra Paesi africani e Cina: nella tappa ruandese del tour africano di Xi Jinping, i due paesi, infatti, hanno firmato una serie di accordi commerciali e di investimento durante la visita di Stato del Presidente cinese Xi Jinping nel paese africano. Pechino cerca di rendere più salda la sua influenza strategica in Africa e Medio Oriente. Oltre ai patti di cooperazione in materia di difesa, i due paesi hanno siglato 15 accordi che vanno dal commercio alle infrastrutture nel quadro della Belt and Road Initiative.

Gli accordi prevedono l’esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio, la cooperazione in materia di indagini geologiche e prestiti agevolati per finanziare progetti stradali fondamentali, riporta il ruandese The New Times.

Il portale The EastAfrican riprende le parole del ministro ruandese degli Affari esteri Olivier Nduhungirehe, secondo cui non era presente nel progetto di sviluppo l’accordo per finanziare un progetto ferroviario che collegasse il Ruanda all’Oceano Indiano.

Stando a Scmp, Xi e sua moglie Peng Liyuan sono arrivati in Ruanda il 22 luglio, dopo una sosta in Senegal; quello di Xi è un tour che intende estendere il progetto della Nuova Via della Seta verso la costa atlantica. Xi è poi andato in Sudafrica per il vertice Brics. La scelta di visitare Senegal, Ruanda e Sudafrica riflette gli sforzi della Cina per espandere la sua influenza strategica attraverso i paesi che hanno una effettiva influenza in diverse organizzazioni regionali: il Senegal ha la presidenza del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell’Africa, Paul Kagame, Ruanda, è il presidente dell’Unione africana pro tempore e il Sudafrica ospita il vertice Brics. 

Una visione comune sul libero scambio, in mezzo alla crisi tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali, unisce i cinque mercati Brics e Xi cercherà di unirli ulteriormente contro il protezionismo Usa.

Nell’ultima mossa per presentare un fronte unito, i ministri delle Finanze Brics hanno deciso di «combattere contro il protezionismo commerciale insieme», secondo la dichiarazione rilasciata dopo una riunione a margine del G 20 dei ministri delle Finanze e dei direttore delle banche centrali a Buenos Aires.

Luigi Medici