#Fees must fall. Zuma battuto

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SUD AFRICA – Pretoria 26/10/2015. In Sud Africa, gli studenti non hanno smobilitato: molti di loro rimangono in piazza anche il 26 ottobre, in tutto il paese dicendo che alcune delle loro richieste non sono state ascoltate dal governo.

Gli studenti sudafricani rimangono mobilitati, anche dopo che il presidente Jacob Zuma, il 23 ottobre, ha annunciato il futuro dell’aumento delle tasse universitarie. Gli studenti chiedono che il governo istituisca l’istruzione gratuita per tutti e blocchi l’outsourcing nelle università. Le lezioni sono ancora sospese presso le università di Wits e del Capo. Per il vice-rettore dell’università di Wits, queste azioni degli studenti rischiano di compromettere il loro futuro, visto l’approssimarsi degli esami di fine anno. Lo stesso rettore ha fatto appello agli studenti di avviare negoziati paralleli, senza interrompere i corsi. Il 22 ottobre, dopo che gli studenti hanno preso di assalto il parlamento di Città del Capo e poi la sede del governo di Pretoria, Zuma ha capitolato, annunciando il ritiro del progetto di aumento delle tasse universitarie per gli studenti, un freno all’istruzione superiore per gli studenti più poveri. «Siamo d’accordo sul fatto che non ci sarà alcun aumento delle tasse universitarie nel 2016», ha detto il presidente del Sudafrica dopo un incontro con i leader della protesta in un discorso televisivo dalla sede del governo, dove migliaia di manifestanti si erano riuniti il 22 ottobre. Dopo tre giorni di proteste, quindi, il presidente Jacob Zuma ha affrontato la folla dicendo che «le discussioni proseguiranno su questioni di più ampio respiro rispetto alle tasse universitarie. Molte questioni sono state sollevate e saranno discusse, come l’istruzione gratuita, l’indipendenza delle università e il razzismo». Gli studenti temono una sorta di apartheid sociale nelle università sudafricane. L’incremento delle spese di iscrizione presso l’università avrebbe impedito, secondo i manifestanti, agli studenti neri, i più poveri, l’accesso all’istruzione superiore. Durante gli scontri del 22 ottobre 30 studenti sono stati arrestati dalla polizia. Gli studenti hanno iniziato le manifestazioni per protestare contro l’aumento delle tasse universitarie previsto a partire dal prossimo settembre: il parlamento sudafricano è stato attaccato il 21 ottobre quando le manifestazioni sono diventate violente, alcuni studenti sono entrati nell’Assemblea Nazionale, in piena sessione parlamentare. Dal 21 ottobre, per ragioni di sicurezza, le università sono state chiuse a Johannesburg, Città del Capo e Pretoria. I membri del partito di sinistra di Combattenti per la libertà economica, guidati da Julius Malema, sono stati espulsi dalla camera perché avevano chiesto una discussione sulle tasse universitarie e dopo si erano uniti agli studenti.