SUDAFRICA. L’affaire Khashoggi ha messo in crisi Denel

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La Denel, il produttore di armi sudafricano in gravi difficoltà economiche, ha un problema: il suo potenziale salvatore è l’Arabia Saudita, ora oggetto di forti critiche in seguito all’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi. Mal gestito per anni e al centro di diversi scandali, la statale Denel ha ora bisogno dell’aiuto che solo i sauditi possono fornire: fondi di ampia portata.

Secondo quanti riporta Reuters, l’Arabia Saudita e i suoi alleati rappresentano quasi la metà delle recenti esportazioni di armi del Sudafrica e una parte significativa delle ordinazioni future. Rifiutare l’offerta di 1 miliardo di dollari di Riyad potrebbe quindi ostacolare gravemente gli sforzi per salvare Denel, che dipende dalle vendite all’estero per oltre il 60% del suo fatturato. L’Arabia Saudita sta cercando un’ampia partnership con Denel che comprenderebbe l’acquisizione della partecipazione di minoranza dell’azienda in una joint venture con la tedesca Rheinmetall.

I sauditi, impegnati nella costruzione di un’industria nazionale degli armamenti, mentre i fornitori tradizionali si preoccupano del rispetto dei diritti umani, sono ansiosi di chiudere l’accordo entro la fine di dicembre. Per Reuters, il Regno potrebbe andare altrove se la sua offerta venisse rifiutata.

Con il presidente Cyril Ramaphosa e il Congresso Nazionale Africano che si trovano ad affrontare le elezioni del prossimo anno, l’accordo promette di diventare una questione politica. Il principale partito di opposizione sudafricano, l’Alleanza democratica, dice che l’offerta saudita dovrebbe essere respinta per il rispetto dei diritti umani.

L’Arabia Saudita nega che il principe ereditario abbia ordinato l’uccisione di Khashoggi; Denel deve la sua esistenza al passato oscuro del Sudafrica: la società da cui deriva, Armscor, produceva equipaggiamento di difesa e sicurezza in risposta alle sanzioni sul governo dell’apartheid. Denel – costituita nel 1992 – ha iniziato a realizzare profitti regolari solo a partire dal 2011, dopo essere stata ristrutturata più volte. Ma la sua posizione finanziaria è rimasta debole perché ha utilizzato i profitti di alcune divisioni per sovvenzionare altre.

Nel 2016 l’alta direzione è stata coinvolta in uno scandalo di corruzione che ha coinvolto gli amici dell’ex presidente Jacob Zuma, i fratelli Gupta. La società ha registrato una perdita di 1,7 miliardi di rand nell’esercizio finanziario che si è concluso a marzo.

Il nuovo management di Denel sta lavorando su un piano di turnaround per assicurarsi nuovi finanziamenti e uscire da settori in perdita, come lo sviluppo satellitare e la sua fonderia di Pretoria Metal Pressings; vuole anche ridurre del 20% la massa salariale e ottenere risparmi sui costi tra i 157 milioni e i 608 milioni di rand in ciascuno dei prossimi cinque anni, questione al centro di contrasti con i lavoratori. 

Luigi Medici