SUD SUDAN. Sicurezza rafforzata negli impianti petroliferi

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Il Sud Sudan ha promesso di aumentare la sicurezza degli impianti petroliferi, giorni dopo che i ribelli hanno rapito quattro operai del settore petroliferi tra cui un cittadino pakistano, nel tentativo di costringere le imprese straniere a lasciare il paese.

Uno dei rapiti, residente del distretto di Badin nel Sindh, Ayaz Jamali, era un impiegato della Dar Petroleum Operating Company, riporta Dawn. Il fratello minore di Ayaz, Babar Jamali, che lavora anche nella stessa compagnia petrolifera, ha informato la famiglia a Badin che Ayaz era stato rapito più di una settimana fa. Il ministero degli Esteri aveva anche affermato in precedenza che stava esaminando il segnalato rapimento di Jamali.

I combattenti fedeli all’ex vice presidente Riek Machar hanno sequestrato i lavoratori della Dar Petroleum Operating Company nell’Upper Nile State il 18 marzo, si tratta del secondo gruppo di lavoratori del petrolio rapiti questo mese.

Anche due dipendenti indiani del ministero del Petrolio di Nuova Delhi sono tra i rapiti.

Durante una visita a Paloch, giacimento principale del paese, il ministro del Petrolio Ezekiel Lol Gatkout ha cercato di rassicurare i lavoratori petroliferi stranieri principalmente indiani che la sicurezza sarebbe stata migliorata: «Abbiamo preso la decisione di proteggervi al cento per cento. Non vi preoccupate (…) vedrete un sacco di persone qui con le armi», ha detto nello stabilimento dell’Upper Nile.

Il Sud Sudan è vive una guerra civile dal 2013 e il caos minaccia i piani del paese più giovane del mondo di raddoppiare la produzione di greggio di 290000 barili al giorno nel corso dell’anno fiscale 2017/2018.

Il consorzio Dar include la China National Petroleum Corporation, Cnpc, la Sinopec e la Petronas della Malesia.

«Da oggi in poi, questa cosa non dovrà accadere di nuovo. Anche se una persona sta andando fuori per una piccola operazione nei campi, sarà accompagnato da 50 soldati», ha detto il ministro.

Maddalena Ingroia