SUD SUDAN. Si affaccia una nuova “generazione perduta”

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Nel Sud Sudan sta rivenendo fuori il fenomeno dei “ragazzi perduti”. Si tratta, riporta l’Ap, di oltre 20000 orfani che hanno attraversato il Sudan meridionale nel 1980 durante la lotta della regione per l’indipendenza. Tre decenni più tardi, un’altra generazione perduta di bambini si affaccia nella nuova nazione, la cui società viene fatta a pezzi dai combattimenti.

I funzionari delle Nazioni Unite lanciano l’allarme per una pulizia etnica, e i loro dati fanno emergere che più di 200 mila bambini sono a rischio di morte causata da mancanza di cibo; più di 17 mila sono stati bambini soldato per il governo o per i diversi e variegati gruppi ribelli. Inoltre, i funzionari delle Nazioni Unite presenti nell’area dicono di essere sempre più preoccupati per i bambini che si uccidono negli iperaffollati luoghi di ammassamento dei rifugiati, gestiti dalle Nazioni Unite in tutto il Sud Sudan; in ognuno di questi campi si vive in condizioni definite “tristi”.

I funzionari governativi sudanesi del Sud riconoscono la sfida: «Le scuole sono lasciate in rovina, alcune sono occupate da forze militari in guerra, la morte di persone innocenti è dilagante‚ ha scritto Michael Lopuke, sottosegretario del ministero della Pubblica Istruzione, in una e-mail. Ad esempio molti ragazzi adolescenti sono presenti nella colonia Bidi Bidi dove più di 270 mila persone sono arrivate da luglio, quando sono scoppiati nuovamente i combattimenti a Juba, capitale del Sud Sudan.

Per le Nazione Unite, oltre 200 mila bambini sono a rischio di morte; oltre 270.000 persone sono arrivate nella colonia Bidi Bidi in Uganda da luglio 2016; circa il 25 per cento degli studenti nell’insediamento di Bidi Bidi sono orfani; centinaia di migliaia di persone fanno parte della crisi dei rifugiati in più rapida crescita al mondo; la guerra ha colpito i bambini in tanti modi, riporta l’Onu e come negli anni Ottanta si rischia di perdere un’intera generazione.

Tommaso dal Passo