SUD SUDAN. Pienamente operativo il contingente giapponese a Giuba

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di Luigi Medici SUD SUDAN – Giuba 14/12/2016. Le truppe giapponesi che partecipano alle operazioni di peacekeeping Onu in Sud Sudan dal 12 dicembre hanno assunto nuovi ruoli nelle operazioni di salvataggio del personale Onu e di altro personale sotto attacco e possono svolgere un ruolo maggiore nel proteggere campi Onu e le truppe di peacekeeping.

Il governo giapponese ha infatti assegnato nuovi compiti ai 350 uomini della Sdf, schierati nel paese; l’unità nipponica continuerà a svolgere il compito principale di costruire strade e altre infrastrutture in Sud Sudan; le nuove funzioni sono basate sulla nuova e controversa legislazione di sicurezza emanata lo scorso anno dalla Dieta che dà alle Self-Defense Forces nipponiche più margini di manovra nelle attività all’estero, riporta l’agenzia Kyodo.

In risposta alle nuove critiche, il governo ha sottolineato che le truppe giapponesi recentemente inviate in Sud Sudan sono state addestrate per i nuovi scopi e per fugare preoccupazioni tra il pubblico, il governo giapponese ha detto che sono molte rare le missioni di salvataggio perché avverranno solo quando le autorità del Sud Sudan o altre unità di peacekeeping delle Nazioni Unite, primi responsabili per le operazioni di polizia, non potranno rispondere a un richiesta urgente. Le nuove attività sdf sono limitati alla capitale Sud Sudan, Giuba e zone limitrofe, ritenuta relativamente calma.
Il Giappone ha schierato il proprio Genio dal 2012 come parte della missione Unmiss. Le truppe “operative” comprendono una forza di presidio di 60 membri che verrà chiamata principalmente quando ci sarà una richiesta per una missione di salvataggio; il governo giapponese ha anche aumentato il numero di ufficiali medici schierati da tre a quattro.