Truppe Igad in Sud Sudan

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ETIOPIA – Addis Abeba 06/03/2014. L’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) dispiegherà truppe per proteggere la propria missione civile di verifica del cessate il fuoco in Sud Sudan.

Lo ha annunciato il 5 marzo il presidente Igad, Seyoum Mesfin.
Composta da Etiopia, Kenya, Gibuti, Burundi e Ruanda, la forza di stabilizzazione sarà il principale strumento per la protezione della squadra di osservatori che sarà impiegata in Sud Sudan per garantire il rispetto dell’accordo sulla cessazione delle ostilità, firmato a gennaio 2014 tra il governo del Sud Sudan e i ribelli. Dovrà, inoltre, proteggere le installazioni petrolifere nel Sud Sudan, colonna portante dell’economia nazionale. «È ancora forte la tentazione di prendere il controllo di queste risorse ma se saranno protette dalla nostra forza di stabilizzazione, potremmo contribuire a sedare la situazione in Sud Sudan» ha detto Seyoum ad Addis Abeba. Sottolineando che il team di osservatori non poteva ancora compiere la sua missione a causa dell’insicurezza nel paese, Seyoum ha detto che gli osservatori dei paesi Igad, protetti dalle truppe dell’Ua e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, potranno svolgere le proprie attività. Per rendere operativa decisione, i leader dell’Igad discuteranno la proposta in un vertice prima di riprendere il 20 marzo i negoziati tra il governo e i ribelli del Sud Sudan. Nonostante la necessità di una serie di approvazioni necessarie al dispiegamento, Seyoum ha osservato che la missione è stata accelerato: «Sarà il più rapido dispiegamento di truppe registrato». I paesi membri hanno già dato l’assenso alla partecipazione alla forza di protezione che sarà dislocata inalcune aree dove c’è l’Onu: «La ragione è che vogliamo essere efficaci e gravare sui costi di una missione» Seyoum non ha specificato, però, chi finanzierà la missione Igad, che sarà provvista di troupe di rinforzo. L’Onu ha già più di 8.000 caschi blu nell’area.