Rischio carestia in Sud Sudan

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ITALIA – Roma 13/01/2014. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp) ha detto il 13 gennaio che sta intensificando gli sforzi per fornire aiuti alimentari d’emergenza al Sud Sudasn, devastato dalla guerra civile.

L’organizzazione, la cui sede è a Roma, ha impegnato 57,8 milioni di dollari per finanziare un’operazione di tre mesi al fine di fornire aiuti alimentari a 400mila sfollati del Sud Sudan. Nonostante gli sforzi dell’agenzia, che hanno raggiunto almeno 100mila persone del Sud Sudan, gli aiuti alimentari sono ostacolati dai saccheggi, ha detto Valerie Guarnieri , direttore Wfp dell’Africa Centrale e orientale. «Finora Wfp stima che il 10 per cento dei suoi aiuti alimentati siano stati saccheggiati; si tratta diurna quantità che potrebbe alimentare circa 180mila persone per un mese», ha detto Guarnieri.

La Fao (Food and Agriculture Organization) ha poi lanciato un appello per la raccolta di fondi per 61 milioni di dollari allo scopo di fornire aiuti agricoli a lungo termine nel Sud Sudan. «Gli sforzi della Fao sono concentrati su avere sementi, bestiame, attrezzi da pesca e altri input legati all’agricoltura, tecnologie e servizi per le famiglie a rischio sia rurali che urbane» si legge in un comunicato dell’organizzazione. La Fao ha espresso preoccupazione per l’aggravarsi della carestia: anche prima del conflitto, il numero di persone a rischio carestia nel 2014 si attestava a 4,4 milioni, su una popolazione totale di circa 11 milioni di abitanti.