SUD EST ASIATICO. Mettere un limite al numero dei turisti 

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Il turismo è l’industria che continua a far andare avanti le nazioni del sud-est asiatico, ma il numero di turisti potrebbe essere ridotto per salvaguardare i luoghi danneggiati da inquinamento e sovrasviluppo.

La Thailandia, che ora genera fino al 20% del prodotto interno lordo dal turismo e dalle industrie correlate, sta chiudendo periodicamente le isole e i siti di immersione delle località turistiche dal 2011 per dare il tempo alla rigenerazione delle vulnerabili barriere coralline, riporta Asia Times. La Thailandia non è sola. Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha recentemente ordinato che l’isola turistica di Boracay chiuda per un massimo di sei mesi, a partire dalla fine di questo mese, dopo la scoperta di 51 resort e stabilimenti che scaricavano le acque reflue in mare. Le valutazioni dei rischi hanno inoltre rilevato livelli pericolosi di rifiuti umani e metalli pesanti al largo delle spiagge dell’isola indonesiana di Bali, in parte dovuti al turismo La striscia più popolare del Vietnam lungo Mui Ne si sta rapidamente deteriorando con registrati fenomeni di erosione della spiaggia e inquinamento; e anche il Myanmar, il gioiello turistico emergente della regione, sembra aver preso una simile decisione.

Con tutte queste notizie mantenere l’interesse turistico sarà una sfida, ma la regione può avere problemi nel perdere un settore che guadagna più di 200 miliardi di dollari e impiega circa 12 milioni di persone; il turismo contribuisce per il 14% al Pil della Cambogia, per il 7% a quello del Vietnam e per il 4-5% alla maggior parte delle altre economie regionali. Il problema è che il destino del turismo è solo in parte nelle sue mani. I problemi di inquinamento sono spesso causati da industrie interne al paese come quelle minerarie e del legname che lavano i loro rifiuti nei fiumi che alimentano gli estuari costieri. La pesca è un grande inquinatore in Vietnam, porta le acque sporche sul litorale orientale della Thailandia, Bali è inquinato dai metalli dei produttori di gioielli, e dai fertilizzanti agricoli.

Nessuno dei 10 Paesi del Sud-Est asiatico si è classificato tra i primi per sostenibilità ambientale nell’Indice di competitività dei viaggi e del turismo compilato dal Forum economico mondiale nel 2017. L’Indonesia era 131a su 136 nazioni valutate, la Cambogia 130a, il Vietnam 129a, la Malesia 123a, la Tailandia 122a, le Filippine 118a e il Laos 98a. L’Asean si sta sforzando per rendere il turismo più responsabile attraverso un pacchetto di “norme verdi” per gli alberghi, ma i governi sono spesso colpevoli di proteggere le imprese politicamente collegate.

Maddalena Ingroia