SUD AFRICA. Zimbabwani senza diritti 

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Nel 2009, il governo sudafricano ha introdotto una Dispensa dal permesso per lo Zimbabwean Permit (DZP) per legalizzare i molti zimbabwani già presenti nel paese a causa della situazione politica e socio-economica interna.

I cittadini dello Zimbabwe che fino ad allora avevano presentato domanda di asilo sono stati incoraggiati a richiedere un DZP. Al momento della richiesta di asilo i documenti sono stati conservati dal Dipartimento degli Affari Interni. Quasi dieci anni dopo, alcuni di questi cittadini dello Zimbabwe che hanno rinunciato ai documenti di asilo non hanno ancora ricevuto il DZP.

Come persone prive di documenti, hanno lottato per trovare lavoro, aprire conti bancari, studiare, iscrivere i loro figli nelle scuole e ricevere cure negli ospedali. Si trovano inoltre a dover affrontare la minaccia di essere arrestati per essere rimasti illegalmente nel paese.

Circa 295.000 zimbabwani hanno richiesto il permesso. Ma solo 245.000 di loro hanno ottenuto i  permessi, mentre per gli altri 50.000 il permesso è stato negato. Le autorità sostengono mancanza di documenti validi come il passaporto o per il mancato rispetto di altri requisiti. I permessi erano validi per quattro anni. Nel 2014 il DZP è stato ribattezzato “Zimbabwe Special Permit (ZSP)” e nel 2017 “Zimbabwe Exemption Permit (ZEP)”.

Molti dei 50.000 a causa del diniego hanno perso il lavoro che spesso è di bracciante agricolo presso le fattorie. Questi cittadini non hanno diritto a nulla: lavoro, assistenza sanitaria, apertura di conti bancari, accesso all’istruzione.

Si tratta di una comunità che ha subìto anche le persecuzioni dovute all’ondata di violenza, che nel 2010 ha colpito tutti gli stranieri in Sud Africa compresi i cittadini lavoratori dello Zimbabwe.

Queste persone non possono ritornare in Zimbabwe “per le difficili condizioni politico-economiche” e non sono più graditi in Sud Africa. Vivono sostanzialmente in un limbo. 

Il maggior numero di dinieghi è stato per donne sole con figli a carico, anche se si trattava di piccole imprenditrici. 

Il presidente della comunità dello Zimbabwe in Sudafrica, Ngqabutho Nicholas Mabhena, ha detto che le persone che hanno rinunciato ai documenti di asilo nel 2010 e non hanno mai ricevuto il DZP non sono state in grado di ottenere lo ZSP 2014 o lo ZEP 2017. Inoltre, non sono in grado di ripresentare la domanda di asilo.

“Una persona che non ha ottenuto un DZP non può essere assistita. Stiamo attualmente negoziando per il visto di lavoro della SADC, sperando che coloro che non hanno ottenuto il visto di lavoro siano accolti”, ha detto Mabhena  al giornalista Tariro Washinyira.  Nel 2009, il governo sudafricano ha introdotto una Dispensa dal permesso per lo Zimbabwean Permit (DZP) per legalizzare i molti zimbabwani già presenti nel paese a causa della situazione politica e socio-economica interna.

GroundUp ha chiesto al responsabile degli affari interni, David Hlabane, se c’era qualche speranza per queste persone, soprattutto perché avevano rinunciato al loro asilo a favore di un DZP.

Hlabane ha risposto: «Le richieste per il nuovo Zimbabwean Exemption Permit (ZEP) sono state chiuse alcuni mesi fa, nel 2017. Il Dipartimento sta attualmente giudicando le domande pervenute prima della data di chiusura, un processo che dovrebbe essere completato intorno all’ottobre 2018, per questo motivo.

Lucia Giannini