Stretta anticorruzione nel Partito Comunista Cinese

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di Antonio Albanese  CINA – Pechino 29/10/2016. Si è tenuta la sesta Sessione Plenaria del XVIII Comitato centrale del Partito Comunista Cinese, conclusasi il 27 ottobre. È stato riconfermato al timone del partito Xi Jinping. Il concetto di base è stato il rafforzamento della leadership del partito e della base del partito elementi di vitale importanza per il paese e il Pcc.

Il concetto fondamentale, come riporta Xinhua, è «lo stretto contatto attorno al Comitato centrale del Pcc con il compagno Xi Jinping al centro». Questa idea, “il Comitato Centrale CPC con il compagno Xi Jinping come nucleo” riflette la volontà comune di tutto il partito, i militari e la gente di tutti i gruppi etnici in Cina, ribadisce l’agenzia cinese.
L’idea rifletterebbe il rispetto e lo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi contribuendo a garantire l’autorità del Comitato centrale del Pcc, la sua unità e leadership, e la stabilità e prosperità del partito e dello stato. Si tratta di idee e stilemi politici che cercando di porre fine ad un malcontento emerso nel XVIII congresso del partito e che si fondano sul lancio della leadership di base del Pcc, che deve operar secondo le linee guida stabilite a livello centrale da Pechino: «Insieme dobbiamo costruire un ambiente politico pulito e giusto, e far sì che il partito unisca e conduca le persone ad aprire continuamente nuove prospettive per il socialismo con caratteristiche cinesi», si legge nel comunicato finale.

Nel meeting sono stati approvati due documenti sulla disciplina di partito, tra cui le norme della vita politica all’interno del partito sotto la nuova situazione e un regolamento sulla vigilanza intra-partito, mosse che indicano la volontà del Comitato centrale del Pcc di controllare e verificare l’affidabilità politica, a amministrativa, dei suoi ranghi nel resistere alla corruzione e nel sopportare i rischi connessi, salvaguardando l’autorità del Comitato centrale del Pcc e la “purezza” del partito. In pratica anche il partito si schiera apertamente contro le pratiche corruttive che infestano la burocrazia statale.

Variegate le reazioni dei delegati stranieri: Dmitry Novikov, vice-presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, ha elogiato gli sforzi anti-corruzione della Cina. Novikov è anche un membro della Duma, la camera bassa del parlamento; Ahmed Wali, un ex vice ministro dell’economia dell’ Egitto, ha detto che questa unità interna del partito spingerà in avanti la Cina nella lotta alla corruzione per lo sviluppo del paese: «L’iniziativa della Nuova Via della Seta ha portato nuove opportunità di sviluppo per i paesi lungo il percorso, tra cui l’Egitto. Ci auguriamo che il Partito comunista cinese continui il suo lavoro contro la corruzione, garantisca la continuità del rapido sviluppo dell’economia cinese e spinga la crescita economica globale».
Per l’indonesiano Li Zhuohui, c’è un profondo legame tra auto-miglioramento del Cpc e i successi economici della Cina; Zheng Yongnian, direttore dell’Istituto orientale presso l’Università Nazionale di Singapore, ha detto che la conferenza ha permesso al CPC di portare ad un nuovolivello lo stato di diritto nel partito di governo, in vista della  costruzione di una società moderatamente prospera in tutti gli aspetti, Phosy Chanhming, direttore del Centro Studi Cinesi presso l’Università Nazionale del Laos, ha apprezzato gli sforzi del Cpc nell’imporre severe auto-disciplina;  Macharia Munene, studioso della diplomazia internazionale a Nairobi, in Kenya, ha detto che il Pcc ha segnato un risultato unico nella crescita dei suoi membri da meno di 100 a più di 88 milioni. Gli sforzi del Cpc per combattere la corruzione e sostenere i valori del partito sono la chiave per conquistare i cuori e le menti del popolo cinese.