Perché un libro sullo Stato Islamico?

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ITALIA – Roma 18/11/2014. In questo ultimo anno Lo Stato Islamico di Iraq e Sham è diventato lo Stato Islamico ed è ai nostri occhi “uno stato nascente” con cui l’Occidente dovrà fare i conti.

Dal punto di vista della storia delle dottrine politiche è “l’unica novità”  di questo Millennio da poco apertosi. Ha obiettivi chiari: gasdotti, oleodotti, dighe, centrali elettriche, hub commerciali, aree agricole fertili. Ha uomini ben armati e addestrati. Ha consenso popolare, ha un organo legislativo, ha un tribunale, batte moneta, riscuote le tasse, educa i suoi cittadini. 

È il risveglio islamico post-Mustafa Kemal; lo Stato Islamico sta cercando di attirare tutti coloro che sono alla ricerca dell’unica Ummah, una comunità che non ha confini, che non fa distinzione di razza, che offre opportunità di lavoro e di fare carriera senza dimenticare gli orfani, i poveri, gli anziani e soprattutto dove il leader non è importante quanto lo è la Ummah. Se dovesse morire Abu Bakr al-Baghdadi, il consiglio della Shura, insieme ai capi tribù, eleggerà un successore. Lo Stato islamico ha saputo unire il “tradizionale” l’osservanza del Corano, della Sunnah, dei testi del Medio Evo, al “contemporaneo” innestando su questo impianto socio-culturale l’uso dei social media, la comunicazione massmediatica, l’informazione, la disinformazione, una ricca produzione cinematografica con diverse case di produzione. 

Un ritorno all’unione della filosofia con la tecnologia, la logica. Per quanto riguarda le esecuzioni, purtroppo, non sono una novità in quella parte di mondo, né un ritorno al passato. Simili esecuzioni nelle carceri siriane e irachene, avvenute negli ultimi 20 anni, sono state riprese e messe on line. 

Lo sdegno per le atrocità commesse però non deve venire meno.

AGC Communication è una agenzia giornalistica, che lavora su fonti aperte. Da ormai tre anni monitora la stampa estera con uno sguardo particolare su Medio Oriente, Centro Asia e Caucaso. A partire dal 2013 AGC Communication ha cominciato a monitorare quello che ora è lo Stato Islamico. Dopo 12 mesi ritiene che sia giunto il momento di raccogliere il frutto del proprio lavoro e dare vita a un testo che, pur non avendo la pretesa di essere esaustivo, possa sostenere la ricerca del lettore per arrivare a una corretta conoscenza di un fenomeno che è alle porte del nostro paese e che lo investe direttamente. L’Italia, che sarà trattata in maniera approfondita nel prossimo libro della collana Acta Mundi – Intelligence, è obiettivo primario perché una porzione del suo territorio faceva parte delle terre sotto dominio musulmano, e perché Roma è il simbolo dell’antagonista storico dell’Islam: Roma come incarnazione dell’idea imperiale romano-bizantina e Roma come sede del Cristianesimo di cui il Vaticano ne è la culla. Il Papa in altre parole è un antagonista del Califfo in quanto, unico al mondo, è capo spirituale, religioso, politico ed economico di uno Stato con “eserciti di fedeli” in tutto il globo. 

Nella sua analisi AGC Communication ha incluso anche due capitoli dedicati all’Africa, l’esperimento “numero 2” del Califfato.

Non troverete in queste pagine particolari raccapriccianti, dichiarazioni ostentate, né prese di posizioni particolari. Questo lavoro è una raccolta di “news”, provenienti dal Mondo, islamico, sia medio-orientale che orientale, sullo Stato Islamico che vi fa entrare nel “loro mondo”, mappa la geografia degli jihadisti, le loro abitudini, il loro numero, i loro obiettivi. Tutte queste informazioni servono a cercare di capire come fermarli. È argomento cui  sono deputati a rispondere i governi, ma al quale, cerchiamo di dare qui qualche spunto di riflessione.

In estrema sintesi: di certo i bombardamenti aerei non saranno la soluzione, armare i peshmerga e gli sciiti non servirà ne è servito a molto, perché lo Stato Islamico è pronto a scatenare guerre in tutto il mondo, è solo questione di tempo. E i tempi li sta scegliendo proprio lo Stato Islamico. L’Occidente, in senso lato, sembra giocare di rimessa. 

Tagliare le loro risorse economiche significa sì distruggere l’economia e coinvolgere civili innocenti ma potrebbe arrestare il fenomeno. Affrontarli via terra richiede un tipo di approccio allo scontro non coperto dalla odierna enfasi sull’aspetto tecnologico che impronta le forze armate occidentali; inoltre, le leggi che regolano i conflitti, internazionalmente riconosciute e accettate, non consentono, ovviamente, di agire come agisce lo Stato Islamico e questo i mujaheddin lo sanno fin troppo bene. I governi occidentali devono essere ben consapevoli che se invieranno forze di terra, e se queste venissero catturate, faranno la fine dei militari siriani e iracheni, la fine dei cooperanti presi prigionieri: verranno sgozzati e decapitati davanti a una telecamera dello Stato Islamico, in piccola parte, come gesto dimostrativo, mentre agli altri toccherebbe una fucilazione di massa, come accaduto in Siria e in Iraq. In questa guerra iniziata dallo Stato Islamico non c’è posto per i prigionieri di guerra: lo Stato Islamico vuole vincere sul campo per portare a compimento “la promessa di Allah”, la visione profetica del Califfato del III millennio e dell’Armaggeddon che porta con sé. 

Titolo: LO STATO ISLAMICO

AUTORI VARI

Casa Editrice: AGCCOMMUNICATION

Costo: 12 euro

Prenotazioni: info@agccommunication.eu

Uscita: 25 novembre 2014