STATO ISLAMICO. Sempre più diffusa la voce dei supporter del Califfato

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La social sfera ISIS sta mutando pelle. Non essendoci più i canali ufficiali che postano in maniera costante, i vuoti virtuali sono riempiti dalle case di produzione supporter ISIS. Le più attive sono quelle che si uniscono nelle pubblicazione della rivista i giovani del Califfato arrivata al suo sesto numero, si tratta di Al Battar media Foundation, AF Al-Abd al-Faqir Media Foundation, Al Taqwa  Media solo per citarne alcune. 

A queste nuove case di produzione vengono affidate produzioni di ogni genere: grafiche contro l’Occidente e i miscredenti, video realizzati con nuovo materiale e remaking di quello vecchio, vedi video di successo del fine settimana, ma non ufficiale, della casa di produzione al Taqwa da al Baghuz; meme con frasi del Corano per incitare i combattenti a resistere o a raggiungere i compagni, infine le riviste on line. ISIS dunque sa mantenere vivo il ricordo delle sue gesta e anche incoraggiare chi è al fronte. Molto attive, infatti, le case di produzione pro ISIS sul fronte al Baghuz: per tutto il fine settimana sono state postate grafiche estratte da immagini di bambini che pregano, di bandiere ISIS issate nei campi profughi ad al Baghuz, di donne che pregano in mezzo al fango. Il messaggio è chiaro: “non sono le cattive condizioni a sconfiggerci ma la mancanza di fede nel progetto divino di Allah che ci ha promesso alla fine, in un altra vita, la vittoria”. 

Ritorna il post che annuncia il nuovo mese, con tanto di calendario e ancora l’articolo, contro il governo cinese, un articolo in lingua Pastho. Tra i meme almeno due contro gli Stati Uniti. E ancora ringraziamenti per gli eroi del Jihad e un invito a uccidere tutti i nemici ovunque si trovino. 

Ritornano gli slogan, estratti da versetti del Corano: “Morite nella vostra rabbia Kuffar”.  

Molte le immagini che Al Qaeda posta da Idlib con il preciso intento di mostrare le alleanze tra Turchia e HTS, e altri gruppi sunniti siriani che hanno tradito Al Qaeda in Siria guidata da Ansar Al Deen. Tutte mostrano il pattugliamento a Idlib. Anche alcuni messaggi di propaganda sono stati dedicati a Idlib, messaggi in cui si allude al fatto che gli uomini non qaedisti sono paurosi e legati a beni materiali: temono Allah e finiscono poi per allearsi con l’intelligence e i governi della Turchia, in riferimento ai fatti di Idlib; e ancora si chiede ai combattenti qaedisti di essere pronti a combattere il nemico. 

D’interesse è l’audio di circa 20 minuti postato on line il 10 marzo dello sceicco di AQMI, edito da al Andalus: Abu Obaida Yussef Al-Annabi dal titolo: L’Algeria l’oscuro tunnel. L’audio è dedicato alle elezioni algerine o, per meglio dire, alle manifestazioni contro il governo algerino. Sebbene non abbia partecipato all’organizzazione della manifestazione ritiene che questo governo sia da: «abbattere così come bisogna abbattere l’intero sistema per fare prevalere la governance islamica… per rimanere uniti senza considerare i tentativi delle divisioni tribali ecc… vi sono tutti musulmani… evitare di dividersi, bruciare o volare ecc… invita a “essere virtuosi». 

Chiede ancora ai suoi di eliminare coloro che possono danneggiare il movimento e afferma ancora che AQMI non sarà responsabile di quanto accadrà al governo e che le sue politiche non sono cambiate, pazientemente aspetterà i “frutti delle azioni”. 

Redazione