STATO ISLAMICO. Oltre 5000 i jihadisti rientrati nei paesi d’origine

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Sarebbero almeno 5.600 i terroristi di Daesh che sono tornati nei loro paesi, compresi Stati Uniti e Regno Unito. Il Soufan Center ha pubblicato uno studio in cui si affermava che questi ex combattenti saranno la sfida per la sicurezza negli anni a venire.

In questa cifra sono compresi la metà delle circa 850 persone che hanno lasciato il Regno Unito per unirsi a Daesh e anche 400 dei 3.417 combattenti provenienti dalla Russia, 760 dei 3.244 provenienti dall’Arabia Saudita, 800 dei 2.926 provenienti dalla Tunisia e 271 dei 1.910 provenienti dalla Francia, riporta Press Tv. Il Soufan Center afferma che il flusso di combattenti stranieri ha avuto una virtuale battuta d’arresto alla fine del 2015, quando il gruppo terroristico ha cominciato a soffrire per le sconfitte sul terreno e sono entrate in vigore le misure per prevenire i viaggi verso il Califfato.

Nel rapporto Soufan si legge: «Anche se c’è disaccordo sulla minaccia che i combattenti stranieri rimpatriati possono presentare nei loro paesi di residenza o di origine, o in altri paesi che attraversano, i rimpatriati possono essere particolarmente vulnerabili ai contatti con persone che facevano parte della rete che li ha reclutati, o alle richieste di aiuto da parte di ex compagni d’arme».

Negli ultimi due anni, trentatré Stati Usa hanno segnalato dei rientri di ex combattenti; Londra ha annunciato a gennaio dello scorso anno che circa 800 britannici erano andati a combattere con Daesh o altri gruppi terroristici in Siria e Iraq. Il capo del Servizio di sicurezza britannico, MI5, Andrew Parker, ha detto alla Bbc che molti meno del previsto, degli 800 britannici che hanno aderito a Daesh, erano tornati e che almeno 130 erano stati uccisi.

Quanti erano ancora in Siria e Iraq potrebbero ora non tentare di tornare a casa perché ormai sapevano di poter essere arrestati.

Luigi Medici