STATO ISLAMICO. “Non esiste uno stato chiamato Israele”

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Molti scambi, conversazioni, incentrate sulle minacce agli Stati Uniti, postate in questi giorni, nuove e vecchie grafiche contro gli Usa, unite alla derisione di Site che si è accorta solo ora che ISIS minaccia da settimane gli Stati Uniti. In realtà a minacciare gli Stati Uniti sono state anche le unità Cyber che hanno promesso la cancellazione di altri 100 account, dopo il primo attacco dell’8 dicembre. In modo particolare in rete si parla di Stati Uniti dopo il “fallito” attentato di Manhattan. 

Tra le grafiche contro Trump, ne è apparsa una on-line che minaccia insieme Israele e Trump, a confermare la linea editoriale di rivendicazione dell’attentato come vendetta per la nomina di Gerusalemme capitale di Israele.

Tra le altre notizie in rete, molte le critiche nei confronti dei Fratelli Musulmani probabilmente rinvigorite a seguito di un video di 16 minuti dall’Eufrate: Dio li benedica4, dedicato ai combattenti ISIS impegnati ad Albu Kamal e dintorni. Il significato del video si potrebbe tradurre con: la gloriosa battaglia di ISIS contro l’esercito siriano, russo e alleati. Altro tema caldo è ancora Gerusalemme, ISIS ha creato una serie di grafiche tra cui una, non nuova per la verità, in cui si minaccia una attentato contro l’ambasciata americana a Gerusalemme.

ISIS nega che esista uno Stato israeliano con capitale Gerusalemme e, in merito a questo, è stato postato da più gruppi pro ISIS un video tratto da una trasmissione turca in cui ci si chiede se Gerusalemme è capitale di Israele o della Svizzera. 

È stato pubblicato anche il terzo numero di Anfal, che ha dedicato un articolo a come si fabbricano gli esplosivi.  Infine, sono stati lanciati diversa allerta nei gruppi filo ISIS:  bisogna fare molta attenzione alle bugie che postano in rete, anche nella rete ISIS, i servizi segreti dei “tiranni” infedeli.

Redazione

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