STATO ISLAMICO. ISIS promette vendetta per la strage in Nuova Zelanda 

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Nei trend della socialsfera dello Stato Islamico, brilla quello aperto e dedicato agli eventi avvenuti a Christchurch, Nuova Zelanda. Su questo argomento ISIS ha detto il meglio di sé: si è lamentata del fatto che l’omicidio sia avvenuto in diretta live su Facebook, ha criticato i media Occidentali perché non hanno classificato immediatamente l’attacco come atto terroristico, e così via. Ha insomma rinfacciato all’Occidente di avere due pesi e due misure, dicendo che quando si tratta di musulmani vittime di assassini cristiani e il tono usato dai media e dalla politica occidentale è molto diverso rispetto a quello usato in alte occasioni a parti rovesciate. 

Per questo, c’era da aspettarselo, ha riportato le grafiche che chiedono ai combattenti in Europa di vendicare i fratelli in nuova Zelanda. Colpisce molto che, iconicamente, molto spazio è stato dato ai commenti sulle armi dell’assassino. Si è spinto fino a creare una foto clone social di quelle armi cariche di scritte e date di eventi storici e di cronaca, pubblicando armi istoriate con scritte arabe contro l’Occidente gridando che la vendetta è prossima. 

Il Califfato ha invitato i suoi a compiere accoltellamenti e investimenti con mezzi in base al sempre caro tema dell’“Occhio per occhio”, basato sulla legge coranica. 

Anche al Qaeda ha messo in primo piano l’attentato alle moschee in Nuova Zelanda a Christchurch: gli account della sfera qaedista hanno postato anche testi e immagini che spiegano fedeli e seguaci il significato di quelle scritte e quelle date presente sui fucili di Brenton Tarrant. Con una serie di post storici vengono minuziosamente ricostruite date ed eventi dello scontro fra cristiani e musulmani nell’antichità, tutte presenti nelle armi dell’assassino australiano di Christchurch. Si è quindi a metà tra la lezione di storia e la cronaca giornalistica. 

L’accusa posta da al Qaeda è che il “terrorista cristiano” non è stato definito subito dalle autorità neozelandesi come tale perché appunto è un estremista cristiano.

Redazione