STATO ISLAMICO. “Il Jihad non è un pic nic”

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Continuano senza sosta i post che inneggiano a una guerra in Libia, portata avanti dai combattenti dello Stato Islamico. La propaganda ISIS continua sia con l’hashtag che riporta ai canali social media libici, sia con video, per esempio, alcuni canali russi hanno postato un video di attivisti pro Libia (nella foto). E inoltre sono state postate grafiche ispirate al video libico messo in rete dal mandato di Barqa.

Per tutti il ritornello è: la guerra in Libia è appena iniziata. A fare da corredo ai testi e ai video, l’indicazione dei link a canali social libici. ISIS sfrutta al momento le tensioni interne in alcune aree per attaccare e seminare il terrore, lo fa in Libia così come a Dei Ez For e in Iraq. Per tornare alla comunicazione i canali in lingua russa hanno dedicato ampio spazio alla storia del Califfato facendola risalire al 2006 durante gli anni del compianto Anwar al Awlaki. Spiegando come sin da allora gli USA avessero percepito la pericolosità della nascita di uno Stato Islamico. Questi post generalmente vengono inseriti in gruppi che hanno affiliati “di primo pelo” serve per introdurli alla bontà di ISIS e spiegare loro la cattiveria del “nemico”. Nei canali, invece, dove i componenti sono sempre gli stessi da lunga data, ISIS esorta a compiere azioni a entrare in guerra e invita gli adepti a prendere coscienza che non si tratta di un “pic hic”, ma di guerra contro il nemico per cui servono azioni di forza e di coraggio. 

Sempre in tema di comunicazione l’agenzia di stampa Nashir si sta specializzando sempre più in canali in lingua “locale” per le notizie ISIS. Stessa cosa dicasi per Radio al Bayan che propone la traduzione delle lezioni sul corano in tutte le lingue. Chiudiamo con due notizie di “colore”. ISIS invoca il volere di Dio per i terremoti in California, e abbiamo sempre più account che invocano la volontà divina contro papa Francesco e il rampollo Saudita, perché parlano di progetti di integrazioni tra religioni. 

Redazione

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