STATO ISLAMICO. È partita la nuova campagna di arruolamento 

115

Il trend della social sfera di ISIS è ispirato dal V Episodio, Le conseguenze per i giusti dall’Afghanistan. In realtà il video racconta la storia di nuovi giuramenti da: Afghanistan, Kashmir, da un altra zona dell’India, Pakistan, Iran. Tutti i gruppi, per lo più si tratta di pochi elementi per ogni giuramento, hanno promesso diventare i fratelli morti nelle diverse regioni dello Sham. Di certo meritano il grado di sorvegliati speciali i jihadisti iraniani che hanno detto di voler colpire l’Iran perché appoggia Siria e Russia nell’uccidere i musulmani in Siria. I pakistani invece giurano che attaccheranno direttamente l’Occidente. ISIS, dunque, riparte dall’Asia. 

Da tempo ISIS ha cominciato un nuovo marketing del terrore finalizzato ai paesi africani e asiatici e questi sono i primi risultati tangibili.  Anche le unità Cyber di ISIS si sono unite a questa battaglia in corso sui social. Per questo messaggio sono stati creati dei meme in diverse lingue.

In questa campagna abbiamo anche paesi nuovi come l’Azerbaijan:in un video uscito il 2 luglio si vedono tre uomini vestiti uguali, uno di loro probabilmente un “ex“ militare, che prestano giuramento ad al Baghdadi e promettono di vendicare i fratelli uccisi in Siria ad al Baghuz. È il primo video che arriva dall’Azerbaijan. 

L’epopea, dunque, continua a replicare i giuramenti fedeltà ad al Baghdadi sullo stile dei primi giuramenti che si vedevano on line nel 2014 dalle diverse regioni della Siria. I giuramenti di fedeltà ad al Baghdadi servono sia per far vedere che lo Stato Islamico c’è per restare, sia per dare vita a una sorta di conta dei combattenti pronti a morire per la causa, combattenti che servono come esempio per ispirare altri aspiranti jihadisti a diventarlo. 

Numerose poi sono state le grafiche postate con lo stesso tema prima e dopo la comparsa del video: ad esempio quella dedicata ai giuramenti di Afghanistan e Pakistan del IV episodio le Conseguenze per i Giusti in Afghanistan e Pakistan.

Redazione