STATO ISLAMICO. Daesh chiama, ora, tutti a combattere

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Tutto pronto per il mese di Ramadan, ISIS ha varato anche il calendario, edito dalla Commissione per la Sharia. Si tratta di mese che di certo ci potrebbe riservare, come in altri anni, molti attentati per onorare il volere di Allah che si attende uomini di valore pronti a morire per essere scelti nell’al di là come suoi servitori. Giorni a rischio potrebbero essere considerati l’apertura, il 27 maggio, oramai trascorso, e l’ultimo giorno che dovrebbe cadere all’incirca il 24 giugno, alla luce delle esperienze precedenti. Ma se osserviamo la media degli attentati di questa settimana ne abbiamo registrato almeno uno al giorno nelle diverse parti del mondo: Somalia, Inghilterra, Filippine, Indonesia, Siria, Iraq, e Egitto, rivendicato ieri (nella foto di apertura il comunicato).

Bambini in primo piano, perché come ISIS spiegava nei video dello scorso anno, dello scorso Ramadan appunto: «Così come voi con le vostre bombe uccidete i nostri figli, noi uccideremo i vostri nelle vostre case». Dove colpire, ISIS lo racconta nelle pagine della rivista al Rumiya, nella pagina dal titolo: “Tactical” i luoghi preferiti sono i concerti, (luoghi di divertimento come discoteche) i mercatini, le spiagge affollate, i centri commerciali, le stazioni, gli aeroporti, location che poi tragicamente sono state usate per compiere delle stragi.

ISIS starebbe letteralmente mappando il Corano per trovare suggerimenti tesi a eliminare gli infedeli: come quelli usati della Sura 47, il Combattimento; o della Sura 16, le Api. In questa ultima in modo particolare si indicano le fiamme come unico mezzo per eradicare l’impurità degli infedeli. Ed è fino ad ora l’unico suggerimento che ISIS non ha usato furi dai confini dello Sham.

L’incitamento all’azione è dato dall’ampia diffusione del discorso del nuovo portavoce dello Stato Islamico tradotto nelle diverse lingue dello Sham. Si tratta di un discorso che non solo chiama alle armi i propri fedeli ma chiede loro di non aver paura di morire per Allah e anzi di ricercare questa via con la pazienza necessaria, ovvero quando è il momento giusto, perché come scritto nel discorso: «Sono due i percorsi: la vittoria che noi otteniamo o il giardino dell’eternità». In un discorso molto calzante rivolto ai sudditi nel mondo, Abu Hasan al Mujahir, questo è il nome del portavoce, chiede ai suoi uomini di non aver pietà di nessuno, di alzarsi e combattere perché ISIS è l’unico vero credo che rispetta la Sunnah che c’è nel mondo.

Nel numero 82 di An Naba, la rivista settimanale dello Stato Islamico, c’è un articolo dedicato all’attentato di Manchester, in cui fondamentalmente ISIS ironizza sui media e sull’intelligence occidentale e dove asserisce che alla Manchester Arena il loro istishhadi era presente con una cintura esplosiva. I dettagli ulteriori saranno dati nel prossimo numero di Rumiyah. Questa comunicazione ricorda molto quella dell’attentato sull’aereo russo in volo dall’Egitto esploso nei cieli del Sinai.

Redazione

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