STATO ISLAMICO. Attaccata New York per punire Trump

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Nel primo pomeriggio dell’11 dicembre, ISIS ha cominciato a monitorare le notizie che provenivano da New York. I seguaci del Califfato ISIS hanno messo subito in risalto il fatto che, per la prima volta, i media “degli infedeli” avevano parlato di attacchi Istishhadi. 

L’attentatore era stato definito subito come “fratello” e ISIS aveva trattato la notizia, sin dai primi istanti, come se fosse “roba sua” ma non è detto che rivendichi l’attentato in quanto non ci sono morti e l’attentatore è vivo. I gruppi sostenitori di ISIS sulla rete social telegram hanno invece rivendicato l’attacco come di ISIS e lo hanno fatto con una grafica, la cui didascalia recitava: «Cane di Trump hai riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele, noi abbiamo dunque il diritto di bombardare la tua capitale».

Ecco come sono avvenuti i fatti di cui ISIS ha tanto parlato. Una bomba è esplosa su una banchina della metropolitana di Manhattan, facendo cinque feriti l’11 dicembre.

L’esplosione si è verificata all’interno del passaggio per i treni delle linee A, C ed E all’incrocio dell’8th Avenue e W 42nd Street intorno alle 7:20 del mattino. Le tre linee sono state evacuate; l’attacco si è verificato in un periodo di intenso shopping natalizio per la città.

L’esplosione ha avuto luogo a cinque isolati da Times Square vicino al Port Authority Bus Terminal, la stazione principale per autobus interstatali diretti a Manhattan e New York City.

Il mancato istishhadi è Akayed Ullah, 27 anni, un cittadino bangalese residente negli Usa da vent’anni e cittadino USA da sette anni. Ullah, che viveva a Brooklyn, era armato di una pipe bomb (bomba di forma cilindrica con detonatore) esplosa mentre camminava attraverso l’hub di Manhattan.

Il dispositivo sarebbe esploso prematuramente, detonando solo parzialmente sul lato destro. Si pensa che la bomba fosse destinata a esplodere su una carrozza della metropolitana. Ullah, rimasto gravemente ferito durante l’attacco, ha detto ai poliziotti che ha fabbricato l’ordigno esplosivo presso la società elettrica dove lavora. L’esplosione è avvenuta in un sottopassaggio presso il Port Authority Bus Terminal, vicino a Times Square, la stazione degli autobus più affollata della nazione, secondo i mass media statunitensi.

Graziella Giangiulio