STATO ISLAMICO. Al Baghdadi: “Attaccate i media occidentali”

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Dopo la grande attesa degli ultimi giorni, a partire dalle 15.30 del 28 settembre ISIS ha cominciato a postare immagini di un imminente video o audio edito da al Furqan, la casa di produzione dei discorsi ufficiali dello Stato Islamico. Ed ecco che nel pomeriggio è arrivato il discorso ufficiale di Abu Bakr Al Baghdadi. Sono stati addirittura creati canali appositi per dare la più ampia portata possibile all’audio. Alle 17.24 finalmente è stato postato l’audio e nei minuti successivi è stato diffuso nella sfera social.

La data della registrazione, lunga 46:22 minuti, ed edita da al Furqan, non è chiara. Ma Baghdadi fa riferimento ad eventi internazionali recenti quali le minacce nordcoreane contro il Giappone e gli Stati Uniti e al ruolo dominante della Russia nei colloqui di Astana per la pace in Siria; Al Baghdadi inoltre cita, al 46esimo minuto del discorso, il corrente mese islamico, suggerendo una data di incisione molto recente. Stando a fonti social, si tratta di un discorso molto religioso e storico nel contempo. Il titolo dell’audio è “Il tuo Dio ti basta come guida e come sostegno” ed è preso dal versetto 31 della Sura 25 (Al Furqan) del Corano. In una lunga introduzione, Al Baghdadi ripercorre la storia dell’Islam fino alla Jihad di Zarqawi e la formazione di Daesh. Evocando la situazione attuale, Baghdadi afferma che la Russia ormai ha soppiantato gli USA. Riguardo alla Turchia, viene evocata la sua paura dell’espansionismo curdo.

Nonostante tutti questi cambiamenti geopolitici e questi conflitti, Bagdad sottolinea che tutte queste potenze hanno dovuto allearsi contro Daesh. Il Califfo ricorda la divisione tra le diverse potenze e la fine dell’egemonia degli Stati Uniti e il potere della Russia in Siria. Baghdadi richiama la crisi con la Corea del Nord, che sta riverberando nel tempo. Baghdadi, inoltre, loda i mujahidin Isis a Mosul che hanno resistito a lungo, nonostante le armi usate dalla Coalizione, e chiama tutti i sunniti a mobilitarsi, a intraprendere il jihad e a rigettare i loro governi; Erdogan, senza che sia nominato, viene definito un apostata e quindi degno di essere ucciso. Chiama poi i siriani a mobilitarsi contro un nemico oramai indebolito e si congratula con i mujahidin delle altre province per la loro resistenza. Alla fine, Baghdadi chiama tutti i seguaci a compiere attacchi ovunque e di inserire tra gli obiettivi anche gli organi mediatici. Ipotizzabili quindi attacchi contro giornalisti sul campo o attacchi in stile Charlie Hebdo.

Redazione

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