STATO ISLAMICO. “Abbiamo vinto la battaglia della comunicazione”

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Nei giorni scorsi, ISIS ha messo in rete una serie di post, su un canale appositamente creato che ha come immagine una grafica contro l’Italia (nella foto, “Loro pensano che siamo lontani ma noi siamo molto vicini”), in cui si mostrano le incongruenze comunicative dei media “infedeli” contro ISIS, a partire dal sito di Rita Katz, SITE.

ISIS sostiene di essere vincitore nella comunicazione mediatica al di là di quanto asseriscono i “nemici” e ne ha le prove. L’1 per cento di account oscurati su un totale di 100% di canali creati; e, ancora, diffusione del bollettino in 11 lingue e capacità di preparare attentati in tutto il mondo. Solo l’Australia sostiene di aver sventato 13 attacchi. ISIS in altre parole difende il suo “operato” mediatico. A fianco di questa comunicazione ci sono grafiche e elementi che mostrano come siano, al contrario di quanto dicano, i crociati ad attaccare e uccidere i musulmani, per cui la via scelta da ISIS è l’unica possibile per difendere la Umma. 

Una narrativa, quella scelta da ISIS, che testimonia l’attenzione dei suoi media nel proteggere l’immagine del Califfato nel mondo. ISIS, nonostante quello che si dice, è viva e vegeta e farà parlare di sé molto a lungo. In materia di canali, invece, molto attivi gli spagnoli, che hanno postato link ad A’Maq in lingua spagnola; anche gli studenti del Kashmir sono stati sono attivi, molti i post sui loro canali che spiegano le “basi della dottrina di ISIS”. Ripostati i link ai canali per lupi solitari dove sono stati postati i video per utilizzare armi da taglio e altre tecniche terroristiche. Ha girato molto una infografica che informa sulle sorelle e figlie di ISIS in carcere, per cui ISIS chiede il sostegno. Sta poi girando un video da Kirkuk che mostra le battaglie locali, tal titolo “Fragranza del jihad” ed è interessante perché il jihadista protagonista non parla arabo ed è però sottotitolato in questa lingua.

Redazione

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