STATI UNITI. Sahara Occidentale, l’indipendenza non è un’opzione

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Gli Stati Uniti hanno fatto sapere alle parti coinvolte nel conflitto del Sahara Occidentale, in particolare all’Algeria, la loro categorica opposizione di fronte alle velleità indipendentiste del Fronte Polisario. Per gli Stati Uniti, l’indipendenza non è un’opzione per risolvere la controversia sul Sahara Occidentale, scrive il quotidiano americano The Wall Street Journal.

In un articolo pubblicato domenica 11 agosto, il quotidiano americano riferisce che i responsabili statunitensi che stanno seguendo da vicino la questione del Sahara hanno dichiarato che gli Stati Uniti «hanno chiaramente fatto sapere che Washington non sosterrebbe un piano che miri a creare nuovo stato in Africa!». La situazione della sicurezza nella regione fa del conflitto un’urgenza da risolvere, riferisce il Wall Street Journal, che traccia anche dei parallelismi tra la posizione delle Nazioni Unite a sostegno della MINURSO e alcuni responsabili della Casa Bianca, che mostrano una certa impazienza invocando la mancanza di sviluppo nel processo politico.

Ma il rischio di qualsiasi tentativo di far deragliare il processo delle Nazioni Unite potrebbe causare malcontento e minacciare la stabilità in una delle regioni più stabili a fronte di numerosi focolai di tensione e instabilità nel mondo di oggi.

«La Minurso dispone di 52 milioni di dollari per mantenere la stabilità, mantenere un cessate il fuoco in una regione molto difficile», ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale Nasser Bourita. «Nessuno è morto dopo il cessate il fuoco, il che significa che è la missione di mantenimento della pace più proficua al mondo», ha detto il ministro al quotidiano americano.

In questo articolo, il Wall Street Journal rileva anche la posizione di responsabili occidentali e marocchini che affermano che in privato gli Stati Uniti sostengono il Marocco nei suoi sforzi per trovare una soluzione definitiva a questo conflitto, che è durato sin troppo, sulla base di una soluzione di compromesso garantito dal Piano di autonomia.

Del resto, è questo sostegno di Washington che incoraggia il Marocco a tornare al tavolo delle discussioni e a rilanciare la dinamica delle tavole rotonde sotto l’egida delle Nazioni Unite alla presenza del Marocco, dell’Algeria, della Mauritania e del Polisario. Tale dinamica può far progredire la questione, ma questo progresso risente oggi della situazione in Algeria e delle dimissioni dell’Inviato personale del Segretario generale, Horst Köhler.

Redazione