STATI UNITI. Ecco come cambia la lotta contro ISIS

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La distruzione del Califfato dello Stato islamico in Iraq e in Siria cambierà il modo in cui la coalizione combatterà il gruppo terroristico, ha detto la scorsa settimana il segretario alla Difesa James N. Mattis al Pentagono.

Secondo un comunicato del DoD, le operazioni contro il gruppo terroristico hanno dominato la conferenza stampa di fine anno di Mattis: «Siamo seduti qui oggi alla fine del 2017, il Califfato è a pezzi (…)  Alcuni terroristi di ISIS sono fuggiti dall’accerchiamento di Raqqa nella Valle del fiume Medio Eufrate. Siamo in procinto di schiacciare definitivamente il Califfato, cercando di mantenere al sicuro le persone innocenti, cosa che è molto difficile con questo gruppo», ha detto.

La linea di demarcazione tra il regime di Assad e la sua alleata Russia, le forze democratiche siriane e la coalizione, è al centro dell’Eufrate in questa zona, ma Mattis ha detto che la linea ha retto bene, e che le comunicazioni tra russi e forze della coalizione continuano.

Gli operatori ISIS che si trasferiscono nella regione controllata dal regime del presidente siriano Bashar Assad e dei russi sono un’altra questione. L’SDF e la coalizione non lanceranno attacchi oltre la linea di demarcazione, ha detto Mattis. «Avere i terroristi nella loro zona non è nell’interesse migliore di Assad o dei russi. Gli Stati Uniti hanno avvisato la Russia di un potenziale attacco ISIS a San Pietroburgo, questo è un esempio di come i paesi possano lavorare insieme contro questo gruppo terrotistico».

Mattis ha sottolineato che la battaglia contro ISIS non è finita. Mentre il gruppo è stato distrutto, i suoi sopravvissuti sono alla ricerca di modi e luoghi per ricostituirsi. In Iraq, la coalizione continuerà a collaborare con il governo iracheno per addestrare truppe e forze di polizia e sviluppare l’intelligence necessaria per trovare e abbattere i terroristi che tentano di lanciare attacchi: «Dobbiamo portare tutto questo fino al punto in cui potrà essere gestito dalle autorità locali – la polizia (…) Ma in questo momento, si tratta ancora di un’operazione di intelligence militare, in quanto la polizia cerca di organizzare operazioni locali. Alla fine, competerà allo Stato di diritto e alle forze di sicurezza locali».

Guardando al 2018, Mattis vede ISIS come un “marchio” per i terroristi: «Può ispirare gli attacchi dei lupi solitari; può ispirare altri gruppi. Ma è meno brillante da quando hanno perso il loro califfato fisico; è meno ispiratore poiché le storie di ciò che era vivere sotto il loro dominio sono note. Penso che sia un marchio con un appeal decrescente, ma l’appeal c’è ancora lì per coloro che vivono per quella filosofia».

Luigi Medici