Stakanovisti nipponici a rischio infarto

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di Maddalena Ingroia  GIAPPONE – Tokyo 10/10/2016. Un quinto della forza lavoro giapponese corre il rischio di morte a causa del superlavoro, secondo un nuovo sondaggio promosso dal governo.

Centinaia di decessi correlati al superlavoro, da ictus, ad attacchi di cuore a suicidi, sono segnalati ogni anno in Giappone, insieme a una serie di gravi problemi di salute. Si tratta di eventi che scatenano azioni legali e problemi sociali, riporta Channel News Asia.

L’indagine fa parte del primo libro bianco sulla “Karoshi”, o morte da superlavoro, approvato dal gabinetto del primo ministro Shinzo Abe il 7 ottobre.

L’immagine popolare dell’impiegato giapponese lo dipinge come un lavoratore infaticabile con molte ore dedicate all’azienda, ed in effetti è così: molti ancora trascorrono gran parte della giornata in ufficio rispetto a quanto avviene in altre economie moderne.

Secondo il documento, il 22,7 per cento delle aziende intervistate tra dicembre 2015 e gennaio 2016 ha detto che alcuni dei loro dipendenti registrano più di 80 ore di straordinario al mese, la soglia ufficiale oltre la quale la prospettiva della morte da superlavoro diventa seria.

Il rapporto afferma che circa il 21,3 per cento dei dipendenti giapponesi lavora 49 o più ore alla settimana in media, ben al di sopra del 16,4 per cento riportato negli Stati Uniti, del 12,5 per cento in Gran Bretagna e del 10,4 in Francia.

L’indagine afferma che i dipendenti giapponesi soffrono di alti livelli di stress legati al loro lavoro, e chiede alle imprese di migliorare le condizioni di lavoro.