Elezioni anticipate nello Sri Lanka

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SRI LANKA – Colombo 27/06/2015. Il presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena il 26 giugno ha ordinato l’immediato scioglimento del parlamento, indicendo elezioni anticipate 10 mesi prima del previsto.

Maithripala Sirisena ha sciolto l’orgwqno legislativo, riporta Vhannekl News Asia, «a decorrere dalla mezzanotte di oggi» e ha detto che avrebbe convocato il nuovo Parlament il 1 settembre. Il presidente ha decretato che le elezioni si terranno in tutta l’isola il 17 agosto, ponendo il termine per le candidature al 13 luglio. Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha voluto le elezioni anticipate per incrementare la forza del suo United National Party (Unp), che all’opposizione fino alla vittoria di Sirisena nelle elezioni di gennaio. Il rovesciamento di Mahinda Rajapakse, che aveva governato per quasi un decennio, ha portato a un governo di minoranza, che non era in grado di attuare le riforme legislative senza il sostegno dell’opposizione. Sirisena, infatti, aveva ereditato un parlamento dal suo predecessore uscente, che ancora controllava un gruppo fedele di parlamentari che più volte ha bloccato la maggior parte delle riforme, compresa la politica fiscale. Tuttavia, Sirisena è riuscito a ripristinare il limite di due mandati alla presidenza che Rajapakse aveva tolto nel 2010 e a ridurre il mandato presidenziale e la durata di una legislatura da sei a cinque anni. Il parlamento che sarà eletto nel mese di agosto non potrà essere sciolto per quattro anni e mezzo. L’opposizione ha fatto resistenza, ma il leader dell’opposizione Dinesh Gunawardena ha accettato la decisione, dicendo che il governo di minoranza non era in grado di fornire stabilità. Lo Sri Lanka ha detto che sarà istituita una commissione interna per indagare sui presunti crimini di guerra da parte dei suoi soldati nella lotta contro le Tigri Tamil, sei anni fa. Samaraweera ha detto che un governo stabile è necessario per realizzare le riforme legislative tese a consentire la riconciliazione in un paese che esce da decenni di guerra etnica, che hanno causato 100mila morti tra il 1972 e il 2009.