Srebrenica, vent’anni dopo

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BOSNIA – ERZEGOVINA – Sarajevo 21/06/2015. Centoquindici vittime del genocidio di Srebrenica saranno sepolte l’11 luglio nel  XX anniversario del massacro.

Quello di Srebrenica è stato, secondo l’Istituto Persone Scomparse di Bosnia ed Erzegovina, il peggior massacro in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. I corpi delle vittime sono stati esumati, nell’arco di 20 anni, dalle fosse comuni nel villaggio di Potocari nella Bosnia-Erzegovina orientale, sei chilometri a nordovest della città di Srebrenica. La celebrazione per il XX anniversario del genocidio dovrebbe richiamare 50mila persone da tutto il mondo: tra di essi, Federica Mogherini (Ue), Filip Vujanovic (Montenegro), Borut Pahorn (Slovenia), Kolinda Grabar Kitarovic (Croazia) e la regina Noor di Giordania. Ci si aspetta un numero record di 10mila persone alla Mars Mira, o Marcia della Pace, per l’anniversario di quest’anno: ogni anno, il 7 luglio, migliaia di persone da tutto il mondo marcia da Tuzla a Srebrenica, circa 101 chilometri. Si tratta, riporta Anadolu, dell’esatto percorso che le vittime hanno fatto per sfuggire dal genocidio; tre giorni di cammino che termina alla cerimonia commemorativa per le vittime del genocidio dell’11 luglio. Circa 8.000 uomini e ragazzi bosniaci musulmani sono stati uccisi dopo che l’esercito serbo-bosniaco attaccò la “zona di sicurezza” delle Nazioni Unite di Srebrenica nel luglio 1995, nonostante la presenza di peacekeepers Onu olandesi. 6.241 vittime fu sepolto presso il Centro Memoriale di Potocari e 230 vittime furono sepolte al di fuori del paese, nel luglio 2014. Dalla fine del conflitto, centinaia di famiglie di bosniaci continuano a cercare tra le persone scomparse i propri familiari, uccisi e gettati in fosse comuni in tutto il paese. I dispersi arrivano a 8.400 persone secondo l’Istituto per le Persone in Bosnia-Erzegovina.