Speranza per il Bahrein

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BAHREIN – Manama. La seconda fase del dialogo nazionale in Bahrain per alleggerire il clima di tensione e porre termine ad una situazione di stallo politico è iniziata il 13 febbraio nel  pomeriggio tra grandi speranze. I rappresentanti di tutto il panorama politico, i parlamentari indipendenti e i ministri del governo sono riuniti dal 10 febbraio per lanciare un segnale di dialogo dopo numerosi mesi di stallo. Eisa Abdul Rahman, il portavoce per il dialogo, nel pomeriggio del 12 febbraio aveva detto che i 27 partecipanti, otto dalla coalizione dei sei partiti di opposizione, otto dalla coalizione di nove partiti, otto membri indipendenti del parlamento e tre ministri sarebbe si sarebbe riunita nell’ hotel Al Areen per il secondo turno. «La sessione è prevista per le 16:00 e terminerà alle 08:00 (ore locali), come concordato dai partecipanti al loro primo incontro di domenica (…) Il tempo dovrebbe permettere ai partecipanti di raggiungere i migliori risultati». Le prime sessioni dei lavori dovrebbero essere dedicate a preparare le modalità del dialogo, l’agenda e le procedure. L’opposizione ha deciso di prendervi parte solo poche ore prima dell’inizio. In tutto il Bahrein si attendono buone notizie anche se resta il timore che gli elementi radicali di entrambe le parti possano bloccare le trattative.La retorica oltranzista è ancora forte nel Paese, soprattutto tra conservatori e scettici, e tenta sempre di compromettere gli sforzi per aumentare le possibilità di successo del dialogo teso a rafforzare l’unità nazionale indipendentemente dal credo religioso e delle tendenze politiche. Nel mese di dicembre 2012, il principe ereditario Salman Bin Hamad Al Khalifa ha chiesto la fine dell’oltranzismo religioso e politico. Il principe all’apertura dei lavori è stato ancora più chiaro: «Dobbiamo guarire da queste ferite. Dobbiamo fermare la violenza (…) Dobbiamo ridurre la paura e dobbiamo fermare il fanatismo. Io non sono un principe sunnita del Bahrein, io non sono un principe sciita del Bahrein. Io sono un principe del Regno del Bahrain e tutti sono importanti per me (…) Chiedo un incontro tra tutte le parti – in quanto ritengo che solo attraverso il contatto faccia a faccia ci potrà essere un progresso reale. Gli incontri devono iniziare per evitare che si scivoli in un abisso che minaccia tutti i nostri interessi nazionali».