SPECIALE DAESH MATRIX #73

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di Redazione  ITALIA – Roma 18/01/2017. Sono ritornati nei giorni scorsi molti canali cancellati o scomparsi dalla rete come A’maq in arabo, che appena aperto aveva più di 1000 iscritti, il canale dedicato al Sinai o Khilafah News in inglese. Molto pesanti i giudizi dell’alveare social Daesh sulla presenza dei ribelli del Fsa ad Astana per contrattare la pace, definiti “vigliacchi”. È stato postato e diventato virale il video con annesso nasheed Daesh in turco: Yakinda Yakinda, paragonabile per virulenza e cruenta a quello in russo: Скоро, очень скоро кровь прольется морем (Skoro, ochen’ skoro krov’ prol’yetsya morem – Soon, very soon, the blood will be shed by sea). Il video è una chiamata alle armi per tutti i lupi solitari e le cellule in territorio e si chiede loro di agire al più presto senza attendere in qualunque modo: sgozzamenti, colpi di pistola, esplosivi, attacchi suicidi. L’importante è colpire la Turchia.

Sull’Iraq, Daesh monitora i discorsi di Trump e posta in rete articoli con i commenti del futuro presidente, come: «L’invasione dell’Iraq è stata forse la peggiore scelta degli Stati Uniti». Il Califfato diffonde, ma non commenta e archivia. Di certo invece c’è che alcuni canali twitter, telegram, hanno ripreso articoli di giornali locali dove si asserisce che molti mezzi statunitensi sono stati distrutti a nord di Mosul da Daesh. Sempre incandescente il teatro siriano pur essendo in un clima di “cessate il fuoco”. Da parte dei ribelli la notizia che ha ottenuto più post in questi giorni è la partecipazione del Fsa ai colloqui di Astana, mentre Daesh ha messo in primo piano la sua presa dell’aeroporto T4 al regime siriano, nonostante il massiccio bombardamento da parte degli aerei russi.

DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico. 
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