SPECIALE DAESH MATRIX #62

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di Redazione ITALIA – Roma 07/01/2017. Euforia nell’alveare social di ISIS. Ancora si respira “profumo di vittoria” per la strage di Istanbul, nell’alveare socialmedia dello Stato Islamico.  È stato pubblicato il video di 41 minuti sulle battaglie di Mosul e sui relativi martiri dello Stato Islamico. La serie dei video da Mosul, si fa sapere dall’alveare, è composta da 5 video, come recita un post: «5 fantastici video mostrano le 11 settimane della battaglia di Mosul». I protagonisti  sono tutti eroi da emulare dai 13 ai 50 anni. Daesh aggiunge nuovi strumenti di comprensione dei fatti, nella sua ottica, come le infografiche prodotte da diverse case di produzione. In questo modo se vengono meno i canali ufficiali ci sono quelli ufficiosi e la catena social delle informazioni non si interrompe mai. In Iraq sono ancora aperti molti fronti in Iraq. Nell’Anbar, nella area “liberata” di Ramadi, proseguono le azioni del Califfato, dai cecchini alle autobombe che continuano a a fare vittime alle regolari azioni di guerra condotte dal Daesh;  continuano gli attacchi nella zona di Shirqat, con una serie di operazioni istishadi, cioè operazioni suicide. Oltre alla guerra, il Califfato posta dall’Iraq, le foto della distribuzione della zakat, come quella a Salahuddin. A sud ovest di Makhmur, ISIS continua a colpire per controllare la strada che da Erbil porta a Qayyarah-Mosul. A quanto si apprende dai media tradizionali in aiuto degli iracheni sarebbero arrivati anche 450 consiglieri dei paesi arabi.
In Siria si sono manifestati i primi problemi per i russi che assediano Aleppo est, con una serie di attentati per saggiare al resistenza e consistenza delle forze russe nell’area. A carattere generale, l’oramai ex presidente Obama, nei giorni scorsi, ha annunciato che Washington sostiene la Turchia, lasciando terreno ai turchi anche a Raqqa, abbandonando i curdi che verranno così sterminati da Erdogan che a sua volta chiuderà un occhio sullo sterminio dei ribelli a Idlib, Hama, Damasco. Con l’obiettivo di ingraziarsi il popolo  turco, Erdogan ha fatto dire ai suoi analisti che ad al Bab non vi sarebbero civili, ma solo terroristi e quindi bombardare è una soluzione ottimale. Peccato che non è così. Sempre più complessa la situazione a Damasco, dove da Basin, Army Khalid bin Walid controlla il territorio per conto di Daesh che pubblica immagini in questi giorni del lavoro dell’agenzia delle entrate in città. Situazione critica in una altra zona nei presidi Damasco: Wadi Barada. Hezbollah in barba a tutti gli accordi ha attaccato i ribelli a Ain Al-Fijah e Baseema, rifiutando ai russi l’accesso alle aree di conflitto. In città, il FSA insieme all’alleanza di ribelli pro Damasco tra cui Front Sham ha minacciato di chiudere i rubinetti dell’acqua nella capitale se non si fermano gli attacchi, ed ha respinto diversi tentativi di Hezbollah di conquistare le aree. Wadi Barada, poi, è stata bombardata dalle forze di Assad con attacchi multipli sui obiettivi civili. Hezbollah, sotto comando iraniano, considera la città di sua proprietà; sarà dunque un accordo politico che vedrà i russi come mediatori a frenare le intenzione degli sciiti di Hezbollah su Wadi Barada. A Palmira, poi, Daesh poi ha respinto una serie di attacchi di Assad mantenendo le posizioni nell’area di Sharifah.

DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico. Per informazioni e prenotazioni scrivere a: segreteria.redazione@agccommunication.eu