SPECIALE DAESH MATRIX #46

56

di Redazione ITALIA – Roma 17/12/2016. Mosul e Aleppo al centro dell’interesse dell’alveare social. Tutt’altro che decisa la sorte di Mosul. ISIS nei giorni scorsi ha ripreso tre quartieri a est di Mosul già in mano all’esercito iracheno. Si tratta dei quartieri di:  Al Tamim, al Nur al Ilam. Nel compiere questa manovra ad al Tamin, i mujahidin del Califfato hanno ucciso 14 soldati dell’esercito iracheno, una pattuglia sterminata dentro una casa, e distruggono di tre veicoli militari e due hummer danneggiati con un’operazione istishadi, postata la foto dell’attentatore ad al Tamim. In rete ISIS mette anche un interessante reportage fotografico sulla battaglia sempre nella stessa località, dall’operazione istishadi all’attacco successivo al comunicato finale che annuncia la riconquista. ISIS quindi lentamente sta riconquistando posizioni per rendere difficili e comunque problematici i collegamenti e la catena logistica delle forze nemiche, come testimonia la sua ricomparsa a a nord est di Baquba, Diyala, dove attacca uomini dell’esercito iracheno. Accanto all’obiettivo di rendere difficoltosi o interrompere i collegamenti nemici, un secondo obiettivo, non secondario, è rendere difficoltosi e bloccare i collegamenti con le pipeline, in particolare modo la Iran-Iraq-Syria pipeline e la Kirkuk-Haifa pipeline.
Gli sciiti di Baghdad, e l’Iran in via indiretta, sono il nemico da colpire. Parlare di pulizia etnica in Siria per quello che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, ricorda molto da vicino gli eventi balcanici degli anni Novanta. Ora come allora i segnali e i comportamenti ci sono tutti, e gli episodi che avvengono giorno per giorno confermano questo Ricorso della Storia. Basta unire i puntini, come si disse dopo il 911.
Gli sciiti, milizie iraniane/libanesi, alawiti, hezbollah, non lasceranno mai andare via, vivi, i sunniti che in caso di ritorno alla normalità potrebbero tornare a “casa loro” e creare problemi, l’”Islamic divide” deve essere risolto, ergo devono essere sterminati indiscriminatamente.
Quanto successo oggi, con i colpi esplosi contro i primi, anzi il primo bus verde e ambulanza che lasciavano Aleppo, dimostra chiaramente le intenzioni degli alawiti di Assad nonostante la voce grossa e le minacce dei russi di Putin di attaccare gli iraniani se le milizie continueranno a fare fuoco sui mezzi che evacuano i civili. Lo scambio con i 1200 sciiti assediati nel territorio di Idlib, su cui sono stati lanciati aiuti, non servirà con molta probabilità.
Una volta messi in sicurezza i 1200, gli alawiti di Assad bombarderanno tutta la provincia, visto che l’unica in cui è rimasta una presenza significativa di siriani sunniti.
L’obiettivo di Assad è quello di sterminare i sunniti e rimpiazzarli con gli sciiti che lo hanno aiutato, come hezbollah e gli iraniani. A poco varranno dunque gli accordi tra i ribelli e i russi di Vladimir Putin. Il presidente russo non può lasciare al suo destino l’alleato Assad; correrebbe il rischio di una invasione a guida statunitense o sostenuta da Washington; gli Usa, attraverso i media tradizionali, hanno parlato di fallimento nella guerra in Siria da parte dei russi.
L’accordo Russia-Siria-ribelli è veramente appeso ad un filo, assai teso che rischia di spezzarsi. L’evacuazione di 70mila civili, 4mila famiglie, che dovranno uscire dalla Siria per entrare in Turchia e rientrare poi in Siria, giocoforza prenderà diversi giorni e in un simile contesto, un soffio leggero può far crollare il castello di carte costruito.
DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico. Per informazioni e prenotazioni scrivere a: segreteria.redazione@agccommunication.eu