SPECIALE DAESH MATRIX #34

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di Redazione ITALIA – Roma 02/12/2016. Iniziamo con un post di qualche giorni fa, proveniente da un account Daesh che si scaglia così contro chi aiuta i turchi: «Se sei un cacciatore. O se sei la preda. Non importa. Ma non essere un cane che porta la preda al cacciatore». Da quando al Baghdadi ha pronunciato il suo discorso la Turchia è diventata dopo Russia, Francia USA e Gran Bretagna un nemico da attaccare, destabilizzare, sconfiggere: «Dopo la presa di Costantinopoli, Roma». Recitava un video ISIS del marzo 2016, e a Costantinopoli, l’odierna Istanbul, occorre arrivarci.
La lettura degli account Daesh sorprende perché regala anche delle sorprese come la disponibilità del presidente filippino Rodrigo Duterte a trattare con i rappresentanti di ISIS nelle FiIippine, concedendo una regione autonoma in cambio della fine dei rapimenti degli attentati nel resto del mondo. Una notizia che si scosterebbe dall’immagine di implacabile giustiziere che il presidente di Manila e la sua Amministrazione si stanno guadagnando con la spietata lotta al traffico di droga e ai narcotrafficanti. Tanto che per ammorbidire la linea ufficiale ISIS ha provato a uccidere il presidente filippino, con un IED, postando addirittura le foto del commando di attentatori a volto scoperto.
Sono poi arrivate puntuali le rivendicazioni degli eventi accaduti negli Stati Uniti, in Ohio: ISIS sostiene che Abdul Razak Ali è un lupo solitario dello Stato IsIamico; ha postato il comunicato di rivendicazione dei fatti, accaduti dopo sole 48 ore dalla uscita del video che incitava all’azione e pubblica il testo completo del messaggio del soldato dello Stato Islamico Abdul Razak Ali dal suo account Facebook.
Analizzando le modalità con cui vengono narrati dall’alveare Daesh i recenti attentati in Iraq, si può cogliere che sua cambiata la tecnica: oggi siamo di fronte ad una tecnica mista: IED a tempo e autobomba, usata come standard su cui si innestano le varianti fornite dagli inghimazi. Lo schema è sempre lo stesso: autobombe, panico, e nel frattempo in altre località non lontano sono state pozione le IED che scoppiando creano altro panico; a questo punto, Daesh si infiltra oltre le linee nemiche. E accaduto così in Iraq nei giorni scorsi nelle regioni di Ninive, Anbar, Erbil, Baghdad. A Makhmur, tre attentati suicida e 5 IED hanno ucciso 20 soldati sciiti e distrutti molti mezzi distrutti a Shayala Imam. Stessa tecnica è stata adottata a Samarra; in Anbar, a Ramadi e Hit, a Ma’ameer Sud.  A Baghdad, un IED esplode su mezzo delle forze irachene a Zayouna a est di Baghdad; mentre a Mosul, imperversa la battaglia in questi giorni nella zona ovest di Tal Afar. Daesh, poi, sta attaccando Tal Abth zona nord  e continuano gli attentati suicida a est di Mosul: a Qadisiyah, a Bazwaia, a al Muharibin nord est di Mosul; a ovest di Mosul, a Tal Zult.
In stira sono stati giorni di bombardamenti: 10 i morti fra il 29 e il 30 novembre: in una zona di Aleppo, ben 45 nella sola giornata del 30 novembre. Nel frattempo continuano le divisioni tra i gruppi dei ribelli su cui si vanno a insinuare le forze di Daesh.

DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico. Per informazioni e prenotazioni scrivere a: segreteria.redazione@agccommunication.eu