SPAGNA. Jihadisti nelle carceri preparavano attentati 

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Smantellata in Spagna una rete jihadista all’interno delle carceri. Il gruppo, che il Ministero dell’Interno spagnolo ha descritto come il Frente de cárceles, era impegnato nel reclutamento, indottrinamento e radicalizzazione di altri detenuti, così come nella preparazione di nuovi attacchi jihadisti.

«Vogliamo prepararci al jihad per Allah. Ho una buona notizia: ho creato un nuovo gruppo, siamo disposti a morire per Allah in qualsiasi momento. Stiamo aspettando di essere liberati dalla prigione per poter iniziare a lavorare. Abbiamo uomini, abbiamo armi e obiettivi. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la pratica», scrive  Mohamed Achraf, in una lettera scritta dalla prigione ad un altro detenuto, ripresa da Gatestone Institute e da La Verdad.

«La maggior parte degli individui indagati, lungi dall’essere deradicalizzati, non solo sono rimasti attivi nella militanza jihadista, ma sono diventati ancora più radicali durante la loro incarcerazione». scrive il ministero dell’Interno spagnolo. La rete jihadista operava all’interno e attraverso più di una dozzina di prigioni spagnole. La rete era presumibilmente collegata allo Stato islamico.

L’esistenza della rete ha messo in discussione non solo l’efficacia delle procedure di sicurezza nelle carceri spagnole, ma anche dei programmi spagnoli di “deradicalizzazione”, che mirano a “riabilitare” i militanti islamici per un eventuale “reinserimento” nella società.

I membri principali del gruppo erano 25 jihadisti sparsi in 17 diverse carceri (più della metà delle 30 carceri spagnole attrezzate per ospitare i detenuti jihadisti), secondo il ministero dell’Interno.

Il vertice del gruppo era Mohamed Achraf, marocchino di 44 anni, il cui vero nome è Abderramane Tahiri, stava scontando una pena di 14 anni per aver organizzato attentati dinamitardi a Madrid, tra cui la Corte Suprema spagnola e la stazione ferroviaria di Príncipe Pío.

Luigi Medici