Spagna, cresce la produzione di green energy

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SPAGNA – Madrid 17/01/2014. Nel 2013 la Spagna ha registrato un considerevole incremento della produzione di energia elettrica derivante dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Le FER, infatti, alla fine dell’anno passato costituivano, grazie soprattutto al contributo del fotovoltaico e del solare termodinamico, il 49,1% del totale della capacità elettrica installata sulla penisola. Di contro, le fonti più inquinanti, quali gas, carbone e nucleare, ”hanno subito”, nell’ordine, rispetto al 2012, cali di produzione pari al 34,2%, 27,3% e 8,3%.

Secondo i dati del rapporto consuntivo preliminare per il 2013, recentemente diffuso da Red Eléctrica de España (REE), il gestore di rete spagnolo, inoltre, le rinnovabili sono arrivate a soddisfare oltre il 42% della domanda elettrica, ben 10 punti percentuali più dell’anno precedente, permettendo di ridurre le emissioni del parco elettrico del 23,1%. 

Lo studio, nello specifico, mette in evidenza che il 21,1% dell’energia elettrica consumata dagli spagnoli nel corso dello scorso anno è venuta dal vento, mentre nel 2012 tale fonte era al 18,1% del mix energetico nazionale. L’eolico ha così superato per la prima volta, seppur di poco, il nucleare, la cui produzione è scesa di 8 punti percentuali, attestandosi al 21%. È importante sottolineare che un così consistente contributo di una fonte energetica non programmabile e, dunque, non accumulabile come l’eolico non ha creato alcun problema al sistema elettrico. Dallo stesso report si evince che il contributo al fabbisogno elettrico spagnolo del carbone è sceso dal 19,3 del 2012 al 14,6%, quello dei cicli combinati a gas dal 14,1 al 9,6%, mentre l’idroelettrico, favorito anche dalle forti piogge, ha avuto una notevole impennata produttiva, arrivando a coprire il 14,4% della domanda energetica contro il 7,7% del 2012.

L’apporto in produzione del fotovoltaico e del solare termodinamico, che assieme danno circa il 5% dell’elettricità spagnola, invece, resta stabile rispetto al 2012. Tali tecnologie, però, sono le uniche ad aver registrato una crescita in quanto a potenza installata (+15%, cioè 300 MW per il termodinamico e +3,3% cioè 140 MW per il fotovoltaico), nonostante il governo madrileno non lesini di emanare norme, anche retroattive, al fine di frenare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

A guardare il report “EU Energy, Transport and GHG Emissions Trends to 2050” la crescita dell’eolico spagnolo non rappresenta un’anomalia. Da questo studio della Commissione Europea, infatti, emerge che nei prossimi due decenni l’eolico sarà la tecnologia che verrà maggiormente installata nel continente (37% in potenza di tutta la nuova capacità installata) e nel 2040 rappresenterà la principale fonte di generazione elettrica in Europa.

Per quanto concerne la lotta alle emissioni di gas serra, invece, le “previsioni” proposte dallo studio non sono ottimistiche: l’Unione Europea, considerate le politiche adottate e quelle previste per i prossimi decenni dai singoli Stati Membri, non raggiungerà al 2050 l’obiettivo di ridurre fra l’80 e il 95% le emissioni di gas a effetto serra rispetto ai valori del 1990. A quella data, invero, le emissioni diminuiranno solo del 44%.