SPAGNA. Arrestato l’hacker di Hacking Team

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La polizia catalana, il Mossos d’Esquadra, potrebbe aver arrestato l’hacker che è dietro lo pseudonimo di Phineas Fisher, la persona o il gruppo ha rivendicato l’hackeraggio alla società italiana Hacking Team. Secondo quanto riporta il giornale Ara.cat., la polizia ha fatto il 31 gennaio 3 arresti, due a Sants a Barcellona, sequestrando materiale informatico, e un terzo a Salamanca.

Con gli pseudonimi di Phineas Fisher Hack and Back erano stati rivendicati attacchi informatici sia contro le stesse forze di polizia catalane che contro società internazionali.

L’operazione ha visto protagonista lo stesso giornale che ha ottenuto per mail le dichiarazioni degli appartenenti al gruppo di hacktivist. Dalle indagini sembra che l’hacker o il gruppo di hacker dietro lo pseudonimo siano catalani o hanno vissuto in Catalogna.

La polizia catalana ha confermato che gli arresti sono il risultato delle indagini della sua unità cyber scaturite dall’attacco e dala diffusione di dati di polizia riservati. L’account Twitter utilizzato per tracciare Phineas è stato utilizzato per attaccare la polizia, Hacking Team e Gruppo Gamma.

Lo scandalo successivo alla rivelazione dei dati della società italiana però a una serie internazionale di polemiche scatenate da diversi enti contro l’utilizzo dei prodotti della società italiana che legalmente forniva i suoi servizi ad una serie di governi.

La magistratura sta ancora valutando la tipologia di crimini commessi che potrebbero portare ad una condanna fino a sette anni di carcere.

Phineas Fisher, sia che si tratti di un gruppo o di un individuo, aveva da poco cominciato ad accumulare follower: qualche settimana fa aveva rivendicato l’attacco al sistema di web conferencing del club Bilderberg. I diversi arresti effettuati uno ad ora sembrano corroborare l’ipotesi che dietro lo pseudonimo di Phineas Fisher Hack and Back non si stia nascondendo una persona, ma un gruppo eterogeneo di persone provenienti da vari paesi.

Luigi Medici