Sos Cantores de Garteddì alla Dante Alighieri

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La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci ed eretta in Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n.347, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».

In Italia sono presenti 90 Comitati, distribuiti in quasi tutte le province: organizzano corsi, frequentati da più di 6.000 studenti stranieri, e promuovono concorsi a premi riservati agli studenti e gemellati con i Comitati operanti negli altri Paesi. È soprattutto all’estero che le iniziative della Società Dante Alighieri possono vantare numeri che sono testimonianza evidente dell’impegno iniziato nel lontano 1889. I Comitati sparsi nel mondo sono 416, diffusi in circa 60 Stati e curano l’attività di circa 6.760 corsi di lingua e cultura italiane a cui sono iscritti più di 200.000 soci studenti. Nell’arco della stagione artistico culturale 2011-2012 aperta ai propri soci, la Società Dante Alighieri, in collaborazione con Paesaggio Culturale Italiano – I Parchi Letterari, propone una rassegna di incontri letterari, enogastronomici, artistici. Le figure umane e artistiche degli Autori dei Parchi Letterari saranno presentate con una prospettiva a tutto tondo nel corso di incontri che prevedono una breve conferenza, una degustazione di prodotti tipici e l’inaugurazione di piccole mostre fotografiche e artistiche relative agli ambienti “dell’ispirazione letteraria”. Grazie a un accordo con le Teche Rai, nel corso degli eventi sono visibili diversi filmati di repertorio relativi ai temi trattati. La rassegna è stata inaugurata il 23 novembre 2011 con l’incontro “Giosuè Carducci: Pittore e scultore di immagini e uomini2. Il cammino delle parole, che rappresenta il senso stesso della narrazione, si concluderà il 13 giugno 2012 con l’iniziativa Trovatori e Virgilio, parole in viaggio. La conclusione sarà così affidata alle opere dei poeti camminanti dell’amor cortese e a quelle del proverbiale accompagnatore del Sommo Poeta lungo i percorsi della Comedia dantesca.Il 14 marzo, alla presenza di circa 300 persone, si è parlato di una scrittrice del Novecento ancora una volta poco “ricordata”, eppure è stata la prima donna italiana a ricevere un Premio Nobel- dopo di lei, il secondo è stato assegnato a Rita Levi Montalcini – e la sua scrittura ha saputo far vivere tra le righe dei suoi romanzi l’ambiente naturale, storico, perfino geografico della sua Galte. La motivazione dell’Accademia di Svezia è stata proprio questa: «per le sue opere di ispirazione ideale che, con plastica chiarezza, tratteggiano la vita della sua isola», la Sardegna. Nei colori del borgo di Galtellì, nei sapori, nei siti archeologici e nelle incantevoli prospettive del Golfo di Orosei si possono ancora oggi ritrovare gli echi dell’ispirazione che hanno dato vita al personaggio di Efix, al suo orto, alle siepi di fichi d’India che “sembrano i confini del mondo” e i sapori antichi che forse già gustavano le stesse dame Pintor in “Canne al Vento”.Lo spirito che impregna i luoghi dell’ispirazione, in questo caso sardi, è stato portato a Roma dall’Associazione Sos Cantores de Garteddì che si sono esibiti a fine conferenza, nel cortile della Dante Alighieri, proponendo una selezione di brani del repertorio sacro classico (in sardo e latino) e un esempio del tenore. Una nota filologica: tenore è un sostantivo a sé che non richiede specifiche ulteriori. L’uso che talvolta ricorre del termine “canto a tenore” è in effetti improprio. Dire “coro a tenore” non è corretto in quanto nella tradizione popolare sarda “tenore indica di per sé una formazione di canto corale. L’espressione “a tenore” deriva dal latino ad tenorem, ovvero «in modo continuo e con un tono di voce sostenuto». Lo ha spiegato Angelo Pisanu, direttore del coro dell’Associazione Sos Cantores de Garteddì al principio della affollata lezione-concerto che si è svolta alle 21 del 13 marzo presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Alla serata hanno partecipato numerosi appassionati di musica e gli studenti del Coro di studio sui Modi del canto contadino di Giovanna Marini.

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