SOMALIA. Turchia contro Shebab

77

Tra un anno, la missione dell’Unione africana in Somalia ritirerà 1.500 soldati dal paese, se le forze governative somale saranno pronte a proteggere il paese e le istituzioni dagli Shebab. 

A settembre, l’ambasciatore della Somalia presso le Nazioni Unite, Abukar Osman, ha detto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che «l’esercito nazionale somalo non è pronto a prendere in consegna la sicurezza del paese». Un eventuale ritiro prematuro di Amisom, ha poi detto, potrebbe essere la «ricetta per il disastro», riporta VoA. Ecco perché l’apertura della nuova base militare turca a Mogadiscio potrebbe essere un punto di svolta nello stabilizzare la Somalia.

La Turchia, che sostiene il governo federale somalo, prevede di addestrare migliaia di uomini dell’esercito nazionale somalo nella speranza che diventi sufficientemente coeso e potente da gestire da solo la minaccia degli Shebab.

Il Scn, l’esercito regolare somalo in pratica, è stato creato nel 2004, anno in cui è stato creato il primo governo di transizione dalla guerra civile somala degli anni Novanta; corruzione, rivalità tra clan, scarsa formazione e mancanza di finanziamenti, hanno minato tutti i tentativi di renderlo più forte. VoA riporta le parole di Ahmed Moallim Fiqi, ex direttore dell’Agenzia nazionale somala di intelligence e sicurezza, secondo cui la base turca «deve essere la fabbrica che produce le forze di sicurezza, per consentire la reintegrazione di un esercito equilibrato e per dotarle di attrezzature all’avanguardia».

Alla recente apertura della base, il capo di stato maggiore dell’esercito turco, il generale Hulusi Akar, ha detto che il suo governo prevede di aiutare la Somalia fino a quando il paese non sarà «militarmente più forte». L’ambasciatore turco in Somalia, Olgan Bekar, ha dichiarato che il suo governo vuole «aiutare i somali a recuperare l’autorità e ripristinare l’ordine nel paese».

Amisom è arrivata in Somalia nel 2007, Uganda, Burundi, Kenya, Etiopia e Gibuti forniscono l’attuale forza di 22.000 uomini dell’Amisom, che ha posto fine al controllo di Al-Shebab sulla maggior parte delle città di Mogadiscio e di altre città somale.

Luigi Medici