SOMALIA. Mogadiscio rompe con gli Emirati

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La Somalia ha dismesso il programma sponsorizzato dagli Emirati Arabi Uniti per addestrare le sue truppe; nuovo segnale che la disputa con il Qatar si sta riversando nel paese del Corno d’Africa. Il governo somalo gestirà il pagamento e la formazione dei soldati, ha detto il ministro della Difesa, Mohamed Mursal Abdirahman, all’agenzia di stampa di Stato della Somalia, Sonna, ripresa da Reuters.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno addestrato centinaia di soldati dal 2014 come parte di uno sforzo promosso da una missione militare dell’Unione Africana per sconfiggere l’insurrezione islamica e garantire al paese un ritorno alla piena sovranità; il programma è sostenuto dalle nazioni occidentali, Turchia e Nazioni Unite.

Le relazioni della Somalia con gli Emirati Arabi Uniti sono tese per la disputa tra Qatar e Arabia Saudita, perché Mogadiscio si è rifiutata di schierarsi. Gli Stati arabi hanno forti legami commerciali e influenza in Somalia, ma ciò è compensato dall’influenza del Qatar e della sua alleata Turchia, uno dei maggiori investitori stranieri somali.

«La Somalia assumerà il controllo completo delle sue truppe addestrate dagli Emirati Arabi Uniti (…) Queste forze saranno aggiunte ai vari battaglioni dell’Esercito Nazionale della Somalia», ha detto Abdirahman, aggiungendo che le truppe saranno integrate in altre unità a partire dal 13 aprile. Il personale di sicurezza somalo ha sequestrato 9,6 milioni di dollari all’aeroporto di Mogadiscio lo scorso 8 aprile da un aereo in provenienza dagli Emirati Arabi Uniti.

Il 10 aprile, gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato il sequestro del denaro, che si diceva fosse destinato a pagare i soldati. Il governo di Mogadiscio ha dichiarato che stava indagando su quale fosse la destinazione dei fondi. Il sequestro ha alimentato la convinzione tra molti somali al soldo di potenze straniere che causano i problemi nel loro paese. 

Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Anwar Gargash ha dichiarato che il suo governo stava cercando di risolvere la questione con Mogadiscio, ma la dichiarazione di Abdirahman mette in dubbio i progressi compiuti; inoltre, il contratto con gli Emirati Arabi Uniti per la formazione delle forze di sicurezza è scaduto nel 2016, anche se non è ancora chiaro come potesse essere continuato fino ad ora.

Lucia Giannini