SOMALIA. Meno atti di pirateria nel 2016

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Non ci sono stati casi di pirateria nell’Oceano Indiano nel 2016, ma la guerra civile nello Yemen rappresenta un pericolo per la navigazione nella zona, con numerosi attacchi contro le navi nello scorso anno.

Dryad Maritime, nel suo rapporto sulla criminalità marittima nel 2016, ha osservato che nonostante le segnalazioni al largo della Somalia nel 2016, non ci sono stati segni di attacchi pirata e la pirateria nella regione rimane sotto controllo. Secondo quanto riporta Defence Web, la riduzione delle attività dei pirati ha, in parte, avuto come conseguenza la decisione della Nato di porre fine alla sua missione di contrasto alla pirateria, Ocean Shield Operation. La forza navale dell’Unione europea, Operazione Atlanta rimarrà nell’area fino al 31 dicembre 2018.

Ma la nell’area ulteriori fonti di preoccupazioni le sta dando la guerra civile yemenita dove si sono registrati due episodi di “pirateria” nei pressi del porto di Mukalla a marzo e aprile 2016.

Eventi simili sono stati riportati anche nel Bab el Mandeb e nel sud del Mar Rosso, il 22 e il 23 dicembre 2016. I due incidenti segnalati nella primavera del 2016 erano coincisi con le operazioni della coalizione saudita per riprendere Al Mukalla da Aqap. Allo stesso modo, gli incidenti segnalati a metà fine dicembre sono avvenuti in concomitanza con operazioni militari nei governatorati di Taiz e Lahij.

Ben diverso è il caso del confronto tra navi delle Guardie rivoluzionarie islamiche e Us Navy nello Stretto di Hormuz, come i pasdaran che rimangono attivamente vigili nel difendere le loro acque territoriali. Basta ricordare quanto avvenuto ad agosto 2016, quando la Uss Firebolt ha sparato colpi di avvertimento verso una nave delle Guardie rivoluzionarie, costringendo la nave iraniana a cambiare direzione.

Dryad Maritime valuta che è improbabile che la situazione tornerà a quanto avveniva nel 1980, ed è improbabile che l’Iran cercherà di chiudere lo Stretto di Hormuz, a causa delle conseguenze che un atto provocherebbe nella comunità internazionale.

Tommaso dal Passo