Terroristi stranieri sulla via del ritorno

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USA – Washington. 30/01/14. Le agenzie di intelligenge statunitensi e israeliane sostengono che sono molti gli stranieri coinvolti nel conflitto in Siria. Notevole la differenza nei numeri ma simile la conclusione: Ginevra 2 non basterà per chiudere la questione siriana. Fonte RT Arabic.

Il Direttore della US National Intelligence, James Clapper ha rivelato nell’udienza annuale al Senato che vi sarebbero oltre settemila combattenti stranieri in Siria che combattono a fianco l’opposizione armata. I combattenti stranieri secondo il funzionario degli Stati Uniti provengono da una cinquantina di paesi, tra Europa e Paesi della regione araba. Clapper ha anche rivelato che i combattenti “vittoria frontale” sono stati addestrati per organizzare e lanciare attacchi negli Stati Uniti.

Secondo il capo della intelligence israeliana Aviv Kochavi, nella preparazione di combattenti stranieri in Siria, vi sarbbero invece oltre trentamila stranieri che combattono in Siria sotto la bandiera di “jihad globale”.

Indipendentemente dalla differenza dei numeri citati dalle diverse agenzie di intelligence, non ci può essere alcun dubbio che la Siria è diventata un focolaio di combattenti stranieri. Nei ranghi della “vittoria del Fronte”, o nei ranghi dello “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, che è conosciuto come “Daash”. Ginevra 2 se riesce a trovare una soluzione alle crisi politiche e umanitarie nel paese, non sarà sufficiente per uscire dalla crisi in Siria e attraversando per la sicurezza.